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I rossoneri rubano gli ingredienti alla miglior Juventus di Conte: grinta, cattiveria, intensità. I bianconeri falliscono l'approccio e non possono recriminare.

L'immagine di Milan-Juventus è sintetizzata tutta nel 37' del secondo tempo, quando Constant strappa il pallone dai piedi dell'avversario e s'invola verso la metà campo bianconera come un rullo compressore, vincendo una decina di contrasti. E non li vince per culo, ma perché ci mette quel piede tosto che invece gli altri ritraggono. Ne vince uno, due, tre, quattro e cinque, mollando poi il pallone al compagno.

L'azione la termina De Sciglio dall'altra parte, che guadagna caparbiamente un corner e, poi, va ad incitare il pubblico. Pochi minuti prima, Nocerino aveva fatto lo stesso dopo aver conteso (e ovviamente strappato) un pallone a tre avversari.

Il Milan dei gregari, insomma, quello dei giocatori che probabilmente la Juve ha sottovalutato, approcciando nel modo peggiore la partita e, poi, non riuscendo più a recuperarla. Al di là del rigore, e del salvataggio in extremis (guarda caso di Constant e sempre al 37' del secondo tempo), i ragazzi di Allegri si sono ampiamente guadagnati la vittoria, perché sono riusciti ad affrontare la Juve alla pari, battendola con le sue armi.

LA PARTITA | MILAN-JUVENTUS 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

MILAN
15
6
39%
5
2
3

JUVENTUS
13
2
61%
6
4
3

Il Milan, infatti, ha giocato da squadra. Non da piccola, da grande o da provinciale, semplicemente da squadra e punto, quello che alla Juve non è praticamente mai riuscito.

Un gruppo compatto, con le idee chiarissime e un disegno tattico preciso e azzeccato: togliere il fiato alla Juve, non consentirle mai la giocata scontata, seguendo i tagli degli incursori (in questo davvero encomiabile Montolivo che ha cantato e portato la croce, accompagnando Marchisio pure negli spogliatoi).

Poi, è anche vero che il Vucinic visto a San Siro si marcava da solo, che Quagliarella non s'è mai visto, che Isla è stato semplicemente inguardabile e che Pirlo sembrava tornato agli ultimi “fasti” rossoneri, quando passeggiando per il campo faceva imbestialire quegli stessi tifosi che – forse un po' ingenerosamente – lo hanno fischiato.

Mai come questa volta, però, è giusto darne merito a chi ha prosciugato gli stessi giocatori che non meno più di quattro giorni fa avevano annichilito i Campioni d'Europa, ricevendo il plauso collettivo. Stasera, invece, gli applausi li hanno strameritati quelli in maglia rossonera. Onore al Milan. Senza se e senza ma.

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