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Proviamo ad evidenziare quali possono essere le chiavi della sfida di San Siro, ultima occasione di rilancio per la squadra di Allegri.

Milan-Juve è forse l’ultima occasione di rilancio per i rossoneri. La squadra di Allegri, in crescita, è chiamata alla grandissima prestazione contro quella di Conte che, comunque, a livello di morale e fisico, non è che sia messa poi così male. Proviamo ad evidenziare quali possono essere le chiavi di questa sfida.

TOH, CHI SI RIVEDE!

Perché Pirlo e Allegri non si sono trovati? Semplice, perché il mister rossonero, stufo della marcatura a uomo che gli avversari approntavano su Andrea (e che inaridiva la sua principale e quasi unica fonte di gioco) gli ha chiesto di decentrarsi, mezzala a sinistra invece che vertice basso, ottenendo un netto rifiuto.

Ora, conoscendo bene Pirlo, e vedendo quello che sta facendo, scommettiamo che uno tra Boateng e Bojan gli starà attaccato alle calcagna? A quel punto, in cabina di regia, dovrebbe salire in prima battuta Bonucci e in seconda Vucinic (o Giovinco) pronti a giocare alle spalle di De Jong nel tentativo di creare scompiglio tra le linee.

Quella zona di campo, tra difesa e centrocampo rossonero sarà fondamentale: Allegri dovrà decidere se far uscire un difensore a prendere l’uomo tra le linee, col rischio di creare il buco per gli inserimenti di Vidal e Marchisio, o se abbassare De Jong, con la certezza di dare più campo a Pirlo. E in questo caso la marcatura personalizzata sul regista darebbe quanto meno una mano all’olandese, che altrimenti si ritroverebbe praticamente tra due fuochi.

FASCE BOLLENTI

Asamoah contro De Sciglio e Isla (o Lichtsteiner) contro Constant: vista così, sinceramente, non c’è partita. Ma… Ma in difesa Asamoah e Isla (o Lichtsteiner) se la dovranno anche vedere con El Shaarawy (soprattutto) e Boateng o Bojan.

Se attaccati, i terzini della Juve possono andare in difficoltà, perché comunque in costante inferiorità numerica. In questo senso sarà fondamentale l’apporto che riceveranno da Vidal e Marchisio, ma soprattutto da Chiellini e Barzagli. Conte, infatti, non ha paura di lasciare i suoi difensori uno contro uno coi rispettivi avversari e quindi non sarà raro vedere Barzagli e Caceres allargarsi su El Sharaawy e Bojan (o Boateng) qualora il Milan giocasse col tridente (e non col trequartista classico).

In particolare, la mossa del Faraone che parte largo per poi tagliare verso il centro, potrebbe finire per risultare decisiva, perché il suo movimento, e la mancanza di punti di riferimento, potrebbero creare scompensi alla difesa della Juve.

PROVA DEL NOVE

A proposito di difesa: la prova che attende quella rossonera più che da maturità è da master. De Sciglio-Mexes-Acerbi-Constant, questo il pacchetto arretrato del Milan che dovrebbe affrontare e respingere gli assalti di Vucinic (o Giovinco) e Quagliarella. Ma anche quelli di Marchisio, Vidal, Asamoah e Isla (o Lichtsteiner). Quando la Juve difende lo fa con un 3-5-2, ma quando attacca si trasforma in un 3-3-4, perché i due laterali salgono e si trasformano in ali. Senza contare che pure Vidal e Marchisio non si fanno pregare per buttarsi dentro.

Come dimostrato martedì sera dal Chelsea (almeno in avvio di partita), se la difesa tiene botta, poi la squadra di Conte concede anche spazi al contropiede. Ma è proprio questo il punto: se la difesa tiene botta. Se cercavamo le chiavi della partita, questa è il passepartout rossonero: da qui passano tutti i sogni di rilancio del Milan.

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