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Con la sconfitta in Russia a casa di Eto'o i friulani salutano, da ultimi nel girone, l'Europa League. Tante illusioni ed una politica chiara: Il bilancio conta più dei risultati.

In Daghestan c'era il clima perfetto per mettere in ghiaccio l'elimazione dall'Europa League. Serviva un'impresa, ma le intenzioni sembravano più quelle di levarsi nel modo più indolore il pensiero. E così è stato: 2-0 e tutti a casa. Cala il sipario sui palcoscenici europei dell'Udinese, ma nessuno si alza per applaudire.

"Il girone era duro", è una frase che abbiamo sentito noisamente migliaia di volte. Tutttavia gli Young Boys, quelli con cui i ragazzi di Guidolin si sono giocati tutte le chance di qualificazione, sono ancorà lì in piena corsa per il passaggio del turno. Ma al loro posto non ci poteva essere l'Udinese? Anzi...non ci doveva essere l'Udinese? Sì, se il bilancio non fosse più importante dei risultati.

La famiglia Pozzo è contenta di possedere una società tra le più sane d'Italia, che inventa fenomeni dal nulla e realizza enormi plusvalenze.  Quest'anno i friulani si sono presentati ai preliminari di Champions con Di Natale unica certezza, Muriel appesantito da cheeseburger e patatine, ed un ammasso di brasiliani dal nome suggestivo e poco più. L'eliminazione è una sentenza.

Col passare del tempo il solo Allan è risultato essere un ottimo investimento. Ma indovinate un pò? Non è stato inserito in una lista Europa League compilata probabilmente in una serata di sbronza totale. Tutto è stato preparato in maniera superficiale, senza pensare minimamente all'idea di onorare l'impegno. Poi tanto ci sono le scuse: troppe assenze, la sfortuna, il girone duro (sì, di nuovo), il freddo, l'inesperienza, il turnover e il campionato, l'unica cosa che conta.

Quest'anno l'Udinese è una squadra mediocre, non bisogna avere paura di dirlo. Inoltre Guidolin ha ricevuto col Braga un colpo di grazia dal quale non si è più ripreso. La squadra è frastornata, gioca malissimo, ha il baricentro dentro la porta di Brkic ed ha sempre paura di attaccare l'avversario. Forse il 'Guido' è stanco di farsi illudere? Forse lo sono anche i tifosi? Probabilmente sì. Ecco perchè vincere una partita è diventato meno probabile di una doppietta di Angella. Ecco perchè allo stadio non ci va nessuno.

Se il Watford ("Perchè in Premier si fanno più soldi") supererà l'Udinese nelle gerarchie della famiglia Pozzo non ci è dato saperlo. L'unica certezza è che la qualificazione in Champions, con questa rosa, era una barzelletta. E dell'Europa League, come è stato pienamente dimostrato, non frega niente a nessuno. Rimane il campionato. Ma se l'Udinese farà male anche lì, quali altre scuse ci saranno?


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