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L'attaccante brasiliano ieri ha reclamato maggiore spazio, senza però tenere in considerazione il fatto di essere spesso ai box. Se il Milan l'avesse ceduto al PSG...

Qualcuno l'ha definita 'nota stonata', qualcun altro ha parlato di 'festa rovinata'. Ciò che è certo è che le parole pronunciate da Alexandre Pato in mixed zone, al termine della gara vinta dal Milan per 3-1 sul campo dell'Anderlecht, hanno distolto l'attenzione dal traguardo raggiunto dai rossoneri e aperto una fastidiosa parentesi di mercato.

Pato vuole giocare. Ma probabilmente anche Allegri vorrebbe impiegarlo, qualora il 'Papero di Cristallo' non si infortunasse ad ogni 'un-due-tre'. La pretesa di tornare a disposizione dopo svariati stop e trovare subito una maglia da titolare è a dir poco fuori luogo. El Shaarawy, dimostrando personalità che neanche il Pato dei tempi migliori ha mai avuto, ha letteralmente preso in braccio il 'Diavolo', trascinandolo a suon di goal sia in campionato che in Champions.

IL MINUTAGGIO DEGLI ATTACCANTI ROSSONERI
GIOCATORE  MINUTI GOAL In goal ogni
El Shaarawy 1498 12 124'
Pato 364 2 182'
Pazzini 992 5 198'
Bojan 751 1 -
Robinho 196 0 -
Niang 12 0 -
Bojan, con la sua continuità di rendimento, sta rendendo più agevole il lavoro del 'Farone'. Pazzini, senza mai fiatare, sta provando a sfruttare lo spazio che gli viene concesso, mentre Robinho, reduce da un fastidioso infortunio, attende in silenzio il suo momento. In silenzio. Pato, invece, no. Pato pretende di giocare. E ci si domanda perché.

Il suo unico goal in stagione, prima del facile tap-in di ieri, l'ha segnato contro il Malaga, nel finale di una prestazione pessima. E sul brasiliano pesa inoltre come un macigno il rigore fallito contro la Fiorentina.

Se è vero che l'ingresso in campo di Niang, preferito a lui nel finale del match di Napoli, non ha contribuito a metterlo di buonumore, è altrettanto vero che pretendere una maglia da titolare appare fuori luogo e che, sicuramente, lo sono ancor di più le dichiarazioni nel post-gara.

Meno di un anno fa Pato fu vicinissimo al PSG. Poi, però, Berlusconi decise di tenerlo. Col senno di poi, la scelta risulta decisamente errata. Il 'Papero' - anche per via degli infortuni, è giusto sottolinearlo - non riesce ancora ad essere decisivo ed il denaro incassato a gennaio con la sua cessione avrebbe permesso al club rossonero di trattenere Zlatan Ibrahimovic.

Già, proprio uno che - per lo meno in campionato - la differenza l'ha sempre fatta e con addosso qualsiasi maglia. Un El Shaarawy così, con al fianco il fenomenale Ibra, avrebbe forse brillato un po' meno a livello personale ma i due, in tandem, avrebbero costituito una coppia da brividi. E lottare per lo Scudetto forse sarebbe stato possibile, nonostante la cessione di Thiago Silva.

Pato, invece, fin qui ha contribuito poco o nulla alla causa rossonera, e non certo per colpa di Allegri. Insomma, il brasiliano farebbe meglio a dimostrare il suo valore prima di reclamare una maglia che alcuni compagni fin qui hanno meritato più di lui. Un bagno di umiltà, a volte, non farebbe affatto male.

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