thumbnail Ciao,

La spina dorsale della squadra bianconera è composta da tre giocatori indubbiamente dai piedi buoni: Bonucci, Pirlo e Vucinic. Tutt'altra storia rispetto a quella di Capello...

Conte ha operato una clamorosa trasformazione alla Juventus e portato una ventata di novità al nostro calcio. Spesso si parla di moduli copiati, difensivi o offensivi, ma altrettanto spesso ci si dimentica che non sono i numeri a fare le prestazioni, ma soprattutto l’interpretazione della partita e, ovviamente, la qualità degli interpreti. In entrambi i casi, l’apporto che Conte ha dato alla squadra è evidente e strabiliante a giudicare dai risultati.

Partendo dal modulo, ad esempio, quello usato dalla Juve è un 3-5-2 e non, invece, un 5-3-2. Dettagli? Mica tanto. Sugli esterni la Juve ha un’ala camuffata (Lichtsteiner o Isla) e dall’altra parte un centrocampista che l’anno scorso faceva pure il trequartista (Asamoah). I tre dietro sono gli unici difensori puri, tanto che il tecnico non ha paura di lasciarli soli nella fase di copertura. Anzi, anche loro partecipano alla manovra offensiva e non è raro vedere la difesa bianconera in parità numerica - o addirittura in inferiorità - sui contropiedi avversari (è successo anche contro il Chelsea, soprattutto nel primo tempo).

E’ un rischio che però Conte si prende perché lo sganciamento dei centrali è necessario per creare l’effetto sorpresa e/o ovviare alla marcatura a uomo di Pirlo (anche questo è successo ancora contro i Blues martedì sera). I registi della Juve in campo, o se volete i punti di riferimento del gioco,  sono tre: Bonucci dietro, Pirlo in mezzo e Vucinic davanti. Non che gli altri non siano dotati tecnicamente (basta guardare l’eccezionale stagione di Barzaglione che a tratti sembra un terzino di spinta, o le giocate di Marchisio e i goal di Vidal), ma – come diceva Capello - è la spina dorsale della squadra che le dà l’anima.

LA SPINA DORSALE DELLA JUVE DI CAPELLO....

E se pensate proprio a quella della Juve di Capello - Cannavaro-Emerson-Ibrahimovic (quello grezzo di inizio carriera) – vi rendete conto della rivoluzione epocale di Conte. Il gioco e la tecnica, contro la potenza e la forza. Non che la squadra di Capello non avesse qualità tecniche, ma non sempre riusciva ad esprimerle, forse anche per scelta (la tattica del pallone buttato alla “spera in Ibra” davanti è stata una delle più abusate a tutte le latitudini ultimamente).

... E QUELLA DELLA JUVE DI CONTE

Quella di Conte, invece, gioca veramente bene al calcio, è bella da vedere, al di là dell’intensità che riesce a mettere in partita, alla pressione che mette sull’avversario e alla bulimica grinta che dimostra.  Come idea (e non come valore generale), assomiglia più al Milan di Ancelotti, che ha stravinto puntando sui piedi dei suoi giocatori, più che sui muscoli. Maldini (o Nesta)-Pirlo (guarda caso)-Kakà la colonna vertebrale di quella squadra. Ecco, per essere perfetta, forse a questa Juve manca solo un bomber famelico come Pippo Inzaghi…

Sullo stesso argomento