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Il tecnico italiano non ha mai convinto appieno il ricco patron russo dei Blues, che ha colto la palla al balzo dopo la pesante sconfitta contro la Juventus in Champions League.

È questione di "physique du role", direbbe Galliani. Quello che sembra mancare a Roberto Di Matteo per essere ammesso nell'Olimpo dei grandi allenatori, nonostante un curriculum corto ma di tutto rispetto.

L'ormai ex allenatore del Chelsea, esonerato in mattinata da Abramovich, paga la pesante sconfitta per 3-0 patita allo Juventus Stadium, ma è certo che questa idea balenava nella testa del magnate russo già da un pò di tempo.

Il buon Roman non si aspettava che il tecnico di Sciaffusa,  subentrato lo scorso 4 marzo alla guida del Chelsea in sostituzione del disastroso Villas Boas, riuscisse in così poco tempo a ricompattare il gruppo infondendogli una mentalità molto "italiana", fatta di contropiede e cinismo, che al termine della stagione l'avrebbe portato alla conquista della FA Cup e soprattutto della Champions League,  la prima nella storia dei Blues, battendo peraltro il Bayern Monaco all'Allianz Arena. Traguardo dove non erano arrivati allenatori ben più esperti come Mourinho,  Hiddink e Ancelotti.

I progetti di Abramovich erano altri: Di Matteo un traghettatore
I progetti del magnate erano ben altri: affidare a Di Matteo le vesti di traghettatore, per poi puntare dritto al suo chiodo fisso che risponde al nome di Pep Guardiola. Nonostante i trofei conquistati, la scontata conferma dell'ex giocatore della Lazio per la stagione corrente è stata in bilico per gran parte dell'estate, arrivata alla fine anche grazie alla scelta di Guardiola che si è voluto concedere un anno sabatico.

Roberto se n'è infischiato di tutte le voci, e si è ripresentato a lavoro come nulla fosse. I fantasmi dello Stamford Bridge erano sempre lì ad attenderlo,  pronti a punirlo al minimo errore. Nonostante tutto, l'avvio di stagione è stato positivo, macchiato solo dalle sconfitte nelle "Supercoppe" contro Atletico Madrid e City. Poi un buon cammino sia in Premier sia in Champions, che non è bastato a contrastare il recente periodo "no",  che capita a tutte le grandi squadre.

I Blues sono scivolati -4 dal City in campionato, e vedendo complicarsi il discorso qualificazione per gli ottavi di Champions dopo la sconfitta di Torino. Situazione tutt'altro che catastrofiche, se si considera che Mancini con il suo Manchester City è vicinissimo alla seconda eliminazione consecutiva dalla vecchia Coppa Campioni, nonostante la dirigenza continui a spendere valanghe di milioni.

Evidentemente Abramovich cercava solo il momento giusto per liberarsi di Di Matteo, un allenatore troppo normale per stare sotto le luci della ribalta...

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