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Una Juve formato monstre ha matato un Chelsea letteralmente sparito di fronte a tanta esuberanza. Merito di una squadra perfetta dalla difesa fino all’attacco.

In molti attendevano la partita tra Juventus e Chelsea come un banco di prova decisivo per capire se poter attribuire o meno una dimensione europea ai bianconeri. Risultato e prestazione non possono essere soggette ad interpretazioni: la Juve ieri ha dimostrato di essere una grande squadra, e non ci sono obiezioni che tengano.

Chiunque abbia avuto modo di vedere la partita non può che parlare di una Juve in forma fisica smagliante, e con un’organizzazione di gioco mostruosa. Difatti, vincere 3 a 0 non accade mai per caso. Soprattutto contro i Campioni d’Europa in carica.

Prova ne sia il fatto che è persino difficile individuare un migliore in campo, dal momento che tutti hanno dato il loro contributo come calcio comanda. Ne’, a maggior, ragione si può trovare uno che abbia giocato male, poiché tutti hanno meritato un voto superiore alla semplice sufficienza.

Anche Vucinic, eccessivamente criticato da qualcuno. Il montenegrino è stato bravo nel far salire la squadra, nell’aprire varchi, ed ha comunque messo piede nell’azione del 2 a 0 siglato da Vidal. Se consideriamo che l’ex romanista era reduce da un’influenza, ci rendiamo conto di come la sua sia stata una partita più che onesta.

L'ASSE VINCENTE CONTRO IL CHELSEA
CHIELLINI
Nel primo tempo raramente viene messo in difficoltà, ma non pare del tutto a suo agio al cospetto dei piccoletti Blues. Ma col passare dei minuti sale di tono e ci mette tutto il suo strapotere fisico. Diventa un gladiatore nel finale di gara.
VIDAL
Fa sempre la cosa giusta, che sia facile o difficile. Però per buona parte della partita sembra giocare troppo di fioretto, quasi mancasse di cattiveria. Quella che mette in uno dei suoi inserimenti per il 2-0. Giocatore totale e di classe superiore.
QUAGLIARELLA
Si è visto dai primi movimenti come annusasse un'altra grande serata. Sempre nel vivo dell'azione, non si ferma un solo istante, che si tratti di duettare con Vucinic o di concludere a rete. Segna di rapina, è sempre più fondamentale.
A proposito del cileno, non smettiamo più di stupirci di quanto straordinario sia questo calciatore. Ha sradicato palloni dai piedi avversari, ha corso per tre ed ha messo la firma in calce sul risultato finale. Assieme a Marchisio e Pirlo forma un centrocampo tra i più forti d’Europa. Un centrocampo costato appena 10 milioni di euro, val la pena ricordarlo: Pirlo arrivato a costo 0, Marchisio cresciuto in casa e di Vidal per il quale è stata spesa appunto la suddetta cifra. Lo tengano a mente i miliardari spendaccioni.

A sfiorare la perfezione è stato anche il reparto arretrato, dove Chiellini ha forse sfoderato la sua miglior prestazione di sempre da quando gioca con la maglia bianconera addosso. Dal primo all’ultimo momento in cui è rimasto in campo, lo si è visto correre senza soluzione di continuità, pronto ad anticipare gli avversari e a far ripartire immediatamente l’azione. Unica pecca, l’errore in fase di disimpegno sul finire del match che ha fatto venire i brividi ai propri compagni e tifosi.

Ecco, se proprio si vuole trovare un difettuccio alla partita contro i Blues, va detto che si è peccato di lucidità in certi frangenti, con la perdita di qualche pallone che ha rischiato di pesare come un macigno. Il Chelsea non è stato però capace di approfittarne, e di ciò va dato atto all’intera retroguardia della Juve. Buffon compreso.

Insomma, se la Juventus dovesse continuare così, potrà farsi valere anche in campo Europeo. Soprattutto se Quagliarella dovesse cominciare a segnare con regolarità anche fuori dall’Italia. A lui va il merito di aver saputo sbloccare la partita con un tocco figlio dell’intelligenza e del fiuto del goal che possiede, e non della casualità, come qualcuno ha sul momento pensato.

Nota di merito, in chiusura, per Lichtsteiner. Lo davano in crisi con Conte, nervoso, in procinto di andare via. Ma lo svizzero ha disputato una partita d’altissimo contenuto, colpendo anche un palo, ed asfaltando Ashley Cole, non certo l’ultimo arrivato. Per la serie, meglio preferire i fatti alle chiacchiere. Adesso bisogna però pensare ad altro.

Domenica sera c’è un Milan in netta ripresa, e tra l’altro la qualificazione non è ancora giunta. Serve conquistare un punto in Ucraina: impresa non facile, considerato il valore della squadra di Lucescu, decisamente superiore al tasso di fair play palesato contro il Nordsjaelland.

Se i bianconeri manterranno la stessa concentrazione, la stessa voglia, la stessa concretezza davanti la porta dimostrata contro i ‘blues’, ogni avversario sarà battibile.

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