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Proprio in un momento in cui il calendario sembra dalla parte nerazzurra, Zanetti e compagni sono prepotentemente tornati sulla terra.

Al di là delle furenti polemiche arbitrali che ci accompagneranno almeno fino a Natale, quando tutti (e proprio tutti) si diventa un pochino più buoni, non ci sono dubbi che nelle ultime due giornate, contro Atalanta e Cagliari, in casa Inter sono venute a galla delle problematiche che la lunga striscia vincente (10 vittorie consecutive e altrettante fuori casa) sembrava aver debellato.

Dopo il roboante successo sul campo della Juventus, l'Inter si è inceppata sul più bello
Dopo il roboante successo dello Juventus Stadium, costato a quanto pare diverse energie soprattutto nervose, i ragazzi di Stramaccioni hanno 'ciccato' la classica 'prova del nove', inceppandosi sul più bello, con un punto in due partite e palesando diversi limiti che, se non colmati rapidamente, rischiano di far perdere ulteriore terreno rispetto alla Juventus capolista. Proprio in un momento in cui il calendario sembra dalla parte nerazzurra, quando il sogno scudetto ha cominciato a prendere una piccola fisionomia, Zanetti e compagni sono prepotentemente tornati sulla terra. A una realtà che non prospetta orizzonti (nero)azzurri.

Contro i bergamaschi l'equilibrio trovato con fatica è stato mandato a farsi benedire, la squadra ha sofferto troppo, soprattutto in difesa e in avanti il tridente Milito-Palacio-Cassano ha aiutato poco i compagni. Si era data la colpa alle tante assenze e al ritorno (obbligato) alla difesa a quattro, ma anche contro il Cagliari, con il ritorno alla linea a tre con i titolarissimi Ranocchia-Samuel-Juan Jesus, sono state concesse palle-goal a ripetizione ai sardi. Per lunghi tratti si è vista una squadra spaccata in due, con i tre tenori poco presenti in fase di copertura (si salva il solo Palacio) e con un centrocampo che ha sofferto il dinamismo di Nainggolan e compagni, bravi a ripartire con grande velocità.

Lo aveva predetto Stramaccioni alla vigilia, quando ammise che il tridente non sempre si sarebbe potuto usare. Ora sembra giunto il momento di fare un passo indietro e di irrobustire la mediana a copertura di una difesa che se ben protetta non va spesso in difficoltà. Certo che Strama, quando si gira in panchina e vede i vari Jonathan, Silvestre ed Alvarez un po' le mani nei capelli se le mette e non c'è dubbio che i rincalzi bianconeri siano di un'altra pasta, anche perché inseriti in un contesto che funziona al massimo e che il solo tallone d'Achille nel concretizzare le tante occasioni create. E poi si incassano un po' troppi goal, oltre uno di media a partita, troppi per vincere lo scudetto.

Sneijder è diventato un punto interrogativo. Non è lui l'uomo della provvidenza
La storia degli ultimi cinque campionati, infatti, ci dice che alla fine vince la squadra che subisce meno goal: come la Juve l'anno scorso (20), il Milan l'anno prima (24), le due Inter di Mourinho (34 e 32) e l'ultima di Mancini (26). Dopo che Branca ha fatto trapelare che a gennaio non ci saranno particolari rinforzi, Strama può solo sperare di trovare in casa l'ago della bilancio.

Tornando indietro di un paio d'anni, non ci sarebbero dubbi sul fatto che l'uomo della provvidenza avrebbe le sembianze di Wesley Sneijder. Purtroppo l'olandese, frenato da continui problemi muscolari, è allo stato attuale un grosso punto interrogativo. Nelle prime giornate lo scarso feeling (in campo) con Cassano è stato palese, quindi Wes, disturbato anche dalle continue voci di mercato e da un accordo per il rinnovo in alto mare, può essere l'alternativa al barese, che nelle ultime uscite ha mostrato una certa carenza di benzina.

Questa Inter può permettersi un giocatore che accende la luce a sprazzi ma aiuta poco i compagni? In questa fase della stagione probabilmente no e Strama, in cuor suo, spera che Sneijder gli tolga qualche castagna dal fuoco. Soprattutto che torni rapidamente in forma: prima di Natale le sfide con Lazio e Napoli sono cruciali per conoscere le ambizioni nerazzurre. Se il titolo è solo una dolce ossessione oppure qualcosa che si può sognare fino a maggio...

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