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Contro il Cagliari prestazione opaca dei nerazzurri, danneggiati delle decisioni dell'arbitro Giacomelli e dalla giornata storta vissuta da alcuni giocatori chiave.

Il primo pareggio in questa Serie A dell'Inter è un punto amaro, perché l'occasione per approfittare del passo falso della Juventus con la Lazio era ghiotta. Ed è un punto molto contestato, perché la direzione dell'arbitro Giacomelli ha fatto storcere il naso a tutta la società interista, al punto da arrivare al silenzio stampa, con Stramaccioni (espulso) e Moratti in cima alla lista degli imbufaliti.

La parola errori è quella su cui sono incentrati gli aspetti principali della gara di ieri. Partendo da quelli di marchio interista, bisogna dire che la squadra si è adagiata troppo sugli allori dopo la rete del vantaggio di Palacio, quando invece avrebbe dovuto cercare il raddoppio, già nel primo tempo, in modo da andare all'intervallo con mezza vittoria già in tasca. Negli spogliatoi, però, l'Inter è tornata sull'1-1, e se non fosse stato per un disumano Handanovic il risultato poteva essere perfino peggiore.

Va detto che vanno guardate entrambe le facce della medaglia, anche l'Inter ha costruito altre azioni pericolose che avrebbero potuto avere miglior esito: una squadra con ambizioni così grandi, però, non può permettersi di lasciare tutto questo campo agli avversari nel pieno della gara, prendendosi rischi decisamente evitabili. Non a caso, nei primi quarantacinque minuti di gioco il Cagliari aveva tenuto la palla ben sei minuti in più rispetto all'Inter.

Ma quando anche Handanovic ha dovuto arrendersi concedendo il meritato pari agli ospiti sardi, la squadra aveva il motivo per giocare la ripresa col coltello fra i denti. Invece la prestazione offerta nella ripresa, ultimi dieci minuti a parte, è stata piuttosto deludente sotto ogni aspetto. Oltre alla carenza di cattiveria sportiva, gli errori tecnici individuali sono stati davvero tanti, e in generale i giocatori nerazzurri si sono messi i bastoni tra le ruote da soli.

LA PARTITA | INTER-CAGLIARI 2-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
23
7
52%
12
2
2

CAGLIARI
17
7
48%
6
5
2

Questo discorso vale un po' per tutti: anche i tre (Ranocchia, Samuel, Juan) di difesa si sono resi protagonisti di gare al di sotto della sufficienza, ma le cose sarebbero andate diversamente se avessero ricevuto più sostegno dal resto della squadra quando messi in difficoltà. Inoltre, come successo a Bergamo, le prestazioni soprattutto di Milito e Palacio sono state molto opache: se l'ex Boca e Genoa si è almeno salvato grazie al goal segnato, il Principe ha avuto un pomeriggio da dimenticare, con l'aggravante di un goal fallito con la porta spalancata davanti.

E proprio come accaduto con l'Atalanta, la fortuna non è decisamente girata dalla parte dell'Inter, per entrare nel tema delle analogie degli sfavori ricevuti dei nerazzurri nelle gara di oggi e di quella di una settimana fa. Parlare di complotti o sistemi vari sarebbe stupido, parlare invece dell'influenza sui risultati di certi errori, ovviamente involontariamente, no.

L'Inter ha giocato male, ma avrebbe potuto comunque vincere, se fossero stati visti i falli di Astori su Ranocchia nei minuti di recupero (rigore sacrosanto), e quello di Sau di mano sul goal del Cagliari. Errare è umano, perseverare è diabolico: certi problemi andrebbero risolti una volta per tutti (la parola moviola dice niente?).

Questa scintilla di nervosismo che è esplosa al termine della gara di ieri è radicata fin dal goal di Asamoah in Juventus-Inter, il quale è risultato (fortunatamente, altrimenti se ne sarebbero viste delle belle) ininfluente, ed è proseguita nella già citata sconfitta di Bergamo, con una prestazione arbitrale nel secondo tempo da film dell'orrore, che ha contribuito in buona parte alla sconfitta interista.

La tensione, soprattutto in una squadra come l'Inter, è sempre molto alta, e una serie di tre partite con torti del genere non può che innescare le reazioni della società. Mettere ulteriori pressioni alla classe arbitrale con dichiarazioni e polemiche non fa mai bene, ma bisogna prendere delle decisioni che facciano contenti tutti, che esistono nell'era della tecnologia. Sotto quest'aspetto, nella partita di ieri l'Inter ha avuto moltissimo di che lamentarsi, inutile negarlo.

In conclusione, il pareggio non è una catastrofe, perché è arrivato contro un avversario organizzato e capace di produrre un ottimo calcio, e anche in circostanze piuttosto controverse. L'Inter però può fare molto di più ed è giusto che le aspettative siano alte.

L'attenzione di Strama, il quale dovrà essere bravo a ritrovare subito la concentrazione, dovrà ora essere rivolta alla prossima gara con il Rubin in Europa League, dove il tecnico romano potrà sperimentare nuove soluzioni, visto che la squadra è già qualificata al turno successivo, anche se l'obiettivo primo posto nel girone non va trascurato. È comunque meglio accorgersi a questo punto della stagione dei punti su cui lavorare, il tempo per migliorare ulteriormente non manca di certo.

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