thumbnail Ciao,

I nerazzurri cascano in una pratica in cui noi italiani siamo maestri: lamentarsi e sbraitare contro gli arbitri dopo aver incassato, in silenzio, errori a favore.

Intendiamoci subito, il rigore per l'Inter contro il Cagliari c’era e probabilmente la squadra di Stramaccioni con quel penalty avrebbe vinto la partita. E’ giusto ricordare anche che la squadra è stata nettamente penalizzata contro la Juventus e che il rigore dell’Atalanta domenica scorsa è stato un po’ troppo generoso. C’è un antico adagio nel calcio secondo il quale a fine campionato i torti e favori arbitrali si compensano e incredibilmente mai come oggi la frase è quanto mai azzeccata.

Moratti e Stramaccioni hanno già dimenticato il derby quando il Milan si vide annullare un goal regolarissimo e nel finale non fu concesso alla compagine rossonera un rigore evidente come quello non dato ai nerazzurri contro il Cagliari? La domenica successiva al Catania, sotto 1-0, non fu dato un calcio di rigore sacrosanto contro la squadra di Stramaccioni. Il turno dopo arrivò un goal dell’Inter in evidente fuorigioco contro la Sampdoria.

Insomma, si può affermare dopo 13 giornate che che i torti arbitrali si siano grossomodo compensati con le decisioni favorevoli avute, commentate sempre serenamente nel post-partita.

Purtroppo in Italia spesso ci si dimentica dei favori (intesi come errori a favore) ricevuti e si grida al complotto al primo torto subito. Stramaccioni ci è cascato come in passato è successo ad altri allenatori con maggiore esperienza del tecnico interista e la società - fatta eccezione per un Moratti versione fiume in piena - ha optato per il silenzio stampa piuttosto che presentarsi ai cronisti e lamentarsi degli errori subiti contro il Cagliari. Il silenzio stampa è una punizione.

La punizione la subiscono i propri tifosi che non possono ascoltare le parole dei propri beniamini. Soprattutto dopo una giornata come questa dove l’Inter è stato bloccato da un buon Cagliari in casa. Un pareggio frutto di una ottima prova dei sardi e di una prestazione sottotono degli interisti.

L'INTER E GLI ARBITRI, L'ALTALENA 2012/13
'Favori' 'Torti'
- vs Milan
Sull'1-0 Valeri ferma Montolivo mentre insacca, per un contatto sospetto tra Emanuelson e Handanovic

- vs Catania
Sull'1-0, a un quarto d'ora dalla fine, Guarin atterra Gomez in area: il contatto c'è, Russo lascia correre

- vs Sampdoria
Sul 2-1 Guarin realizza la rete del tris: il goal è viziato da un fuorigioco di Nagatomo all'inizio dell'azione

- vs Juventus
La Juve fa 1-0 con Vidal, servito da Asamoah in fuorigioco. Lichtsteiner, già ammonito, viene graziato

- vs Atalanta
Sull'1-1 Moralez cerca apertamente, ed ottiene, il rigore dopo un contatto con Silvestre

- vs Cagliari

In pieno recupero, sul 2-2, Astori atterra Ranocchia in area, ma Giacomelli lascia correre

L’arbitro ha influito ma siamo sicuri che sia stato così decisivo? E non lo era stato allo stesso modo Valeri nel derby quando aveva annullato prima il goal di Montolivo e poi non concedendo il rigore ai rossoneri?

Errori da una parte, errori dall'altra. Ma i tempi di Calciopoli, si spera con ottimismo, sembrano molto lontani. Per questo le dichiarazioni di Moratti, le uniche dopo il pareggio contro il Cagliari appaiono fuori luogo. Finché non ci si affiderà alla tecnologia l’errore sarà sempre dietro l’angolo: va messo in conto.

Credere che dietro a queste sviste, soprattutto dimenticandosi di quelle a favore, ci sia un grande vecchio che voglia penalizzare l’Inter sembra onestamente una caduta di stile, un pretesto per giustificare una prestazione al di sotto delle aspettative e di deresponsabilizzare i giocatori per una prova non convincente.
 
Purtroppo in Italia resta questa fastidosa predisposizione a lamentarsi ogni volta che si subisce un torto e dimenticarsi dei favori avuti. Questa volta succede all’Inter, in passato abbiamo visto le medesime scelte altrove. Nel nostro paese si accetta più volentieri l'errore a porta vuota del proprio attaccante che una svista arbitrale.

E' un problema di cultura, sempre più lampante con il passare degli anni. E quella, anche con tutta la tecnologia del mondo, c'è l'impressione che nessuno la cambierà mai.

Sullo stesso argomento