thumbnail Ciao,

Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Tre pareggi delle squadre di vertice non hanno spostato nulla sugli equilibri del campionato ma hanno fatto rumore. E che rumore!

Andiamo in ordine cronologico. Il Pari della Juventus contro la Lazio ha aperto un esagerato processo contro Giovinco. Lo accusano di essere costato troppo, di essere un protetto di Conte.

E' vero, undici milioni per il riscatto di un giocatore ceduto al Parma un anno prima per quattro sono tanti, ma non giustificano un tiro al bersaglio. Giovinco può fare di più, si può discutere che con quell'investimento (undici spesi e una decina di mancata introito per l'eventuale cessione della metà già della Juve, totale oltre 20 milioni) la società avrebbe potuto inseguire un giocatore diverso.

Ma se il giudizio si svincola da ogni influenza finanziaria, il rendimento di Giovinco non è sicuramente pessimo. Contro la Lazio ha sciupato una buona opportunità ma ha avuto lampi di classe. Se quel diagonale, dopo uno stop da urlo, anziché sfiorare il palo, fosse entrato staremmo qui a parlare di una straordinaria prodezza. La Juve comunque sta bene, ha ritrovato, dopo la sconfitta con l'Inter, motivazioni che sembravano finite in letargo.

Non è giustificato il tiro a bersaglio su Giovinco. Forse è stato gestito male il suo cartellino, ma il rendimento dal punto di vista tecnico non è affatto pessimo

Dopo la Juve, sabato sera si è fermato anche il Napoli. Anche qui polemiche. Chi ce l'ha con Insigne, per l'eccesso di altruismo che ha vanificato il possibile tre a zero e, soprattutto, chi ha messo nel mirino Mazzarri. Proprio l'allenatore che ha ereditato un Napoli in difficoltà e lo ha portato in un paio di anni ai vertici del calcio europeo. Il Napoli ha 27 punti dopo 13 partite, proiezione finale a 80. Insufficienti per lo scudetto ma comunque tanti.

Nel pomeriggio di domenica il pari dell'Inter in casa contro un ottimo Cagliari. L'arbitro Giacomelli ci ha messo del suo perché il fallo di Astori su Ranocchia allo scadere era chiaramente da rigore. Per l'Inter non è un momento fortunato con gli arbitri ma, a prescindere, dopo l'impresa dello Juventus Stadium è arrivato un calo di rendimento.

Ci poteva stare il tonfo di Bergamo, con mezza difesa fuori. Meno spiegabile la prestazione, convincente solo a sprazzi, contro il Cagliari che, favori arbitrali a parte, ha giocato una grande gara. Il sospetto è che il risultato dello scontro diretto con la Juve abbia rilanciato la voglia di vincere dei campioni d'Italia e, in parte, imborghesito l'Inter.

Il sospetto è che la vittoria contro la Juve nello scontro diretto abbia rilanciato la voglia di vincere dei bianconeri e imborghesito la truppa di Stramaccioni

E' anche vero che, oltre al rigore non concesso, c'è stato anche il clamoroso errore di Milito, uno che gol così li sbagliava solo nell'anno post triplete. A Parma, tra una settimana, ci sarà un'importante risposta.

In attesa di Roma-Torino, la tredicesima giornata dà il benvenuto nella lotta per il titolo (perché no?) alla splendida Fiorentina di Montella. E di una dirigenza che, senza svenarsi, ha puntato sulla qualità dei centrocampisti che più che correre loro, fanno correre la palla. La Fiorentina, in due partite, senza Jovetic ha segnato sette goal.

A proposito di gol: rischiamo di non trovare più aggettivi per El Shaarawy. La doppietta del San Paolo è l'ennesima conferma di un talento limpido, sublime. Il Milan ha trovato un potenziale fuoriclasse. E Allegri, forse, ha ritrovato il suo Milan.

Sullo stesso argomento