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Una straordinaria performance del portiere tiene a galla una Lazio venuta a Torino con il solo obiettivo di non perdere. Traguardo centrato, ma con l'Udinese occorre il gioco...

Buffon, Sirigu, De Sanctis, Viviano. Nell'era Prandelli posto per Marchetti non ce n'è mai stato, non ce n'è e non si capisce come non ce ne potrà mai essere. Talvolta ci si chiede se realmente i portieri portino punti, se siano decisivi per le sorti di un campionato. Ebbene sì, il numero uno della Lazio lo ha fatto capire, si è preso lo Juventus Stadium di Gigi Buffon e ne ha fatto il suo ufficio, il suo centro ricreativo.

Strepitoso su Marchisio, straordinario su Quagliarella, devastante in uscita sia bassa che alta. Oggi, risentendo The Wall dei Pink floyd, ti viene in mente lui, Federico il veneto volante da Bassano del Grappa: mostruoso, non ci sono altri aggettivi.

Dopo un derby esaltante, emozionante e vinto meritatamente, ci si aspettava la solita prova sottotono dovuta a sbornia, se poi il teatro è lo Juventus Stadium ecco pronti tutti gli ingredienti per la frittata. Lo special three di Sarajevo però, dopo le batoste esterne contro Napoli e Catania, cambia completamente la mentalità del proprio undici passando ad un modulo inedito e contro le proprie leggi offensive.

LA PARTITA | JUVENTUS-LAZIO 0-0
 

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
21
6
56%
10
2
3

LAZIO
5
0
44%
1
2
1

Le assenze di Lulic e Mauri, l'intero asse sinistro, complicano ulteriormente i piani, dovendo schierare un Radu appena recuperato e spostando il “volante” Hernanes quasi sulla fascia. Un 4-3-2-1 schiacciatissimo, col profeta quasi mediano e con Klose impegnatissimo a ripiegare fino alla propria trequarti. A palle ferme, una mossa azzeccata. Non attaccare non è sicuramente un bello spettacolo, ma l'obiettivo di fare punti a Torino è raggiunto e, per chi conosce bene questa squadra, farlo dopo la stracittadina è quasi un'impresa.

Per lo spettacolo e il bel gioco, appuntamento a martedì prossimo contro l'Udinese di Guidolin, la vera e propria nemica degli ultimi due campionati. Il tecnico bosniaco usufruirà dei rientri di Lulic e Mauri e della condizione in crescendo di Ederson e Radu. Elementi però che fanno da contraltare con l'infortunio di André Dias; per il brasiliano si teme uno stiramento, ma non sarebbe un dramma se il Ciani visto ieri sera si ripetesse a questi livelli.

Dieci giorni di tempo quindi per preparare al meglio la sfida con i friulani e per ritrovare bel gioco e goal: nel caso non ci si riuscisse, tranquilli, Federico Marchetti da giovane faceva il centravanti!

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