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Il pareggio in rimonta al San Paolo contro il Napoli ha mostrato limiti e pregi di una squadra che sta nascendo piano piano. Cambiare continuamente certo non aiuta...

Una bella reazione, l'ennesima di questo difficile inizio di stagione, nata dai soliti errori difensivi, ma finalmente con un finale diverso. Il Milan non poteva e non doveva perdere ancora. Non poteva e non doveva perché la classifica non lo permette e perché ha giocato una buona partita.

Già in clima natalizio Abbiati ha incartato due bei pacchi regalo e la difesa, soprattutto Acerbi, ha aiutato i napoletani a scartarli. Fermi come in un bel presepe di San Gregorio Armeno, gli allegri componenti della retroguardia rossonera hanno costretto la squadra a fare ancora gli straordinari, doppi turni e raddoppi festivi per recuperare la situazione.

Troppe rotazioni, giocatori poco utilizzati e quindi poco abituati al campo ed alle pressioni, altri alle prime esperienze in un ruolo nuovo, altri, vista forse l'età, non brillanti come un tempo. Motivazioni anche valide per giustificare gli errori che però devono sparire.

LA PARTITA | NAPOLI-MILAN 2-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
11
6
53%
5
2
2

MILAN
9
5
47%
4
3
1

Più che tecnici appaiono sempre come errori di disattenzione di poca concentrazione o causati dalla pressione e dalla paura di sbagliare. Devono sparire perché il Milan non può permettersi di partire sempre sotto di uno o due goal.

Fortuna o bravura vuole che l'attacco stia funzionando trascinato dalla buona mobilità di Bojan e da un infallibile El Shaarawy. Il Faraone continua a segnare ed a sbagliare pochissimo. Una rete bellissima per il due a uno ed una in fotocopia di quella realizzata in nazionale, per il due a due. Concreto e maturo, sta stupendo anche i suoi estimatori di vecchia data.

Morale e fiducia. Lo abbiamo detto tante volte. Il Milan ha assoluto bisogno di queste due componenti per rialzarsi e riuscire a trovare il proprio posto nel mondo della Serie A. Ci vogliono risultati, una formazione titolare da poter recitare ad occhi chiusi ed anche un po' di precisione e fortuna in più. Precisione e fortuna sia negli interventi difensivi che quando si va al tiro.

Regola numero uno per una buona conclusione é centrare la porta. Fantozzi diceva "per una buona battuta piegare le ginocchia....", per un buon tiro ci vogliono invece coordinazione, busto piegato in avanti e convinzione. El Shaarawy dovrebbe fare un corso accelerato ai suoi compagni. Se la metà dei tiri del Milan avessero ieri sera colpito lo specchio della porta forse sarebbe stata una partita diversa.

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