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La presenza fissa nelle scelte societarie e non da parte del patron rossonero porteranno nell'ambiente delle condizioni altalenanti. Ma rappresentano pur sempre una novità...

In casa Milan è stato un fine settimana importante. Silvio Berlusconi, patron rossonero, come ai bei tempi, è arrivato in elicottero a Milanello e, parlando sia alla squadra che all'allenatore, ha fatto sapere che non avendo più compiti istituzionali d'ora in poi potrà occuparsi al 100% degli affari societari, della sua creatura, che è nelle sue mani oramai da 26 anni.

Berlusconi non ha assicurato che ci saranno nuovi investimenti, ha però aperto le porte ad un possibile ingresso come sponsor di una cordata cinese, che potrebbe sicuramente portare denaro fresco nelle casse di Via Turati. Ha anche sottolineato come a voler un suo interessamento più profondo siano stati Allegri, che gode della piena fiducia del presidente, il suo fido Tassotti e l'amministratore Galliani (circostanza della quale si fa fatica a credere). Per quanto riguarda l'attuale tecnico, gli ha 'consigliato' già di puntare su Montolivo alla Pirlo e di non attuare mai più la difesa a 3.

Già da gennaio Berlusconi dovrà fare qualcosa, almeno in difesa
Ma quali tipi di vantaggi potrà portare la presenza fissa di Berlusconi nell'ambiente Milan? Le ripercussioni, positive o negative, potranno essere di carattere finanziario, psicologico e tecnico. Partiamo dal punto di finanziario: la squadra così com'è non può certo competere per i primi posti della classifica (forse nemmeno per un posto in Europa League), già dal mese di gennaio, anche solo con parte dei 130 milioni risparmiati con le cessioni di Thiago ed Ibra, dovrà farsi qualcosa, soprattutto in difesa, dove manca un punto fermo in grado di guidare il reparto. Ci vorrà questo, e forse qualche altro sforzo, uno per reparto, per cercare di concludere l'annata in maniera degna e non totalmente fallimentare.

Ben venga se altro denaro arriverà dalla Cina: in tempi di crisi non ci può più rifiutare di far entrare nuove forze in società. Una squadra come il Milan deve tornare a primeggiare, anche con le Lanterne sotto la porta di Abbiati.

Passiamo al punto di vista psicologico: la mancanza dei senatori di una volta comporta la necessità di rinfrancare la squadra. In questo il patron ha mostrato sempre grande capacità, lo ha affermato anche nei giorni scorsi un ex-invincibile come Billy Costacurta ("Berlusconi una volta prima di un Napoli-Milan entrò nello spogliatoio e ci diede una carica incredibile").

Ma se ai giocatori, soprattutto ai giovani, potrà portare giovamento, lo stesso non può dirsi per Allegri. Ancelotti a parte (che comunque aveva una squadra da urlo), tutti gli altri che si sono succeduti o che hanno preceduto Carletto hanno sempre sofferto la vicinanza e la presenza berlusconiana. Allegri, pur non palesandola davanti ai giornalisti, soffre la presenza di Berlusconi e ha dovuto accettare, senza batter ciglio, e volendo conservare il suo posto, il netto ridimensionamento societario.

Parlerò con Allegri del riposizionamento di Montolivo, lo vedo regista. La difesa non dovrà mai più essere a tre

- Silvio Berlusconi

Capitolo 'tecnico': è strettamente collegato a quello psicologico parlando del possibile intreccio Allegri-Berlusconi. Il tecnico rossonero dovrà cercare in tutti i modi, se avrà la voglia ed il coraggio di portare avanti le sue scelte, di non farsi influenzare e di non subire le pressioni, che arriveranno presumibilmente anche tramite i media, che il presidente vorrà esercitare.

La speranza per i tifosi rossoneri è che Allegri, pur rischiando e pur sbagliando, come sta facendo qualche volta in questa stagione (ma ha come scusante il fatto di non avere una rosa che gli permetta di poter essere tranquillo), non risponda 'obbedisco'. Berlusconi avrà pure portato al Milan tanti trofei ed andrà ringraziato per sempre, ma non è certo un esperto di calcio. Milan a parte, la dimostazione il patron l'ha data nel 2000 in occasione della finale europea, quando accusò Zoff di non aver fatto marcare a uomo Zidane nella finale contro la Francia, forse una delle partite più anonime mai giocate da Le Roi Zizou.

Solamente il futurò dirà se questo mix di effetti berlusconiani faranno bene o meno alla squadra ed all'ambiente. Ma una cosa è certa, in tempi duri e tristi come questi per il popolo rossonero qualunque novità è fonte di speranza di cambiamento. Ragione per la quale, diciamo tutti in coro 'Bentornato Silvio'. E che il futuro sorrida al Milan...

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