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La Juventus è attesa da tre sfide importantissime contro Lazio, Chelsea e Milan: nei limiti del possibile, Conte&Alessio farebbero bene a mandare in campo sempre i migliori.

Prima dell'avvento di Sacchi del turnover nel calcio non v'era traccia. O, forse, sarebbe meglio dire prima dell'avvento di Berlusconi. Gia' perche' e' lui che comincia a raccattare tutti i migliori giocatori sul mercato e a comporre sostanzialmente rose extra-large che praticamente 'obbligano' il mister a creare un po' di ricircolo, sia per gestire le risorse fisiche, sia per ottimizzare quelle psicologiche dei cosiddetti titolari, ma anche delle riserve.

La logica era quella di non caricare eccessivamente quelli che erano considerati i migliori, e tenere sempre sulla corda i rimpiazzi, in modo da ridurre al minimo l'impatto in caso di sostituzioni necessarie per infortuni. L'applicazione della turnazione era scientifica, arrivando quasi ad avere una squadra che lottava per la Champions (o per le sfide dirette in campionato) ed una impegnata a rincorrere lo scudetto. E la strategia ha dato ottimi frutti, anche perche' la 'squadra riserve' era comunque in grado di giocarsela almeno con tutte le concorrenti italiane.

Lazio, Chelsea e Milan: 3 sfide importantissime per la Juventus 
Sacchi spinse quasi all'eccesso quella filosofia, ma forse lo fece anche consapevolmente, e quasi egoisticamente, per dimostrare al Mondo la perfezione assoluta della sua macchina: un sistema in grado di funzionare al di la' degli interpreti. Per usare un esempio tanto caro as Arrigo, un'orchestra che suonava divinamente anche cambiando i musicisti, tanto era chiaro lo spartito del direttore. Spingendola all'esasperazione, la soddisfazione migliore per il tecnico di Fusignano, stava nel dimostrare che togliendo Van Basten e inserendo Mannari, la squadra non solo non ne risentiva, ma aveva raggiunto un livello di maturita' e convinzione tali per cui si dominava agevolmente in casa con la Juve cosi' come al Bernabeu contro il temibilissimo Real Madrid di quell'epoca, spauracchio assoluto in Europa. Ovviamente, l'apoteosi per qualsiasi mister.

Nella Juve di Conte, e nelle strategie di mercato di Marotta di quest'estate, si intravede più o meno la stessa filosofia: ricambi all'altezza della prima squadra, riserve che consentano all'allenatore bianconero di alternare le risorse limitando il dispendio di energie fisiche e nervose, visto anche l'impegno sopraggiunto di una competizione intensa come quella della Champions.

Al momento, pero', il progetto e' stato portato avanti con qualche remora e qualche intoppo di troppo: Isla ci ha messo un po' più delle attese per recuperare la condizione, De Ceglie non ha dimostrato di meritare la fiducia che invece Asamoah si e' conquistato sul campo, Pirlo e' semplicemente inamovibile nonostante l'esplosione di Pogba, dietro (nonostante i Lucio e Caceres) ci si fida quasi esclusivamente di Barzagli-Bonucci e Chiellini e la' davanti nessuno e' riuscito ancora a guadagnarsi i galloni da titolare che invece Vucinic mostra con orgoglio ogni qual volta scende in campo. Dunque, nella Juve di oggi esiste ancora una squadra di titolarissimi e, poi, gli altri.

Non credo al turnover preventivo: per me se uno sta bene è assurdo farlo riposare perchè, così, forse, non sarà stanco più avanti.

- Gianluca Vialli

L'altro giorno Vialli, durante lo speciale Champions, diceva: "Non credo al turnover preventivo, ma a quello per necessita'. Per me se uno sta bene, è assurdo farlo riposare perchè così, poi, forse, non sarà stanco più avanti. Se sta bene gioca, si riposera' quando non sara' particolarmente in forma e in quel momento qualcuno stara' meglio di lui". Una posizione condivisibile. Questo e' il momento più importante della stagione per i bianconeri e in campo devono andarci i migliori, quelli che finora hanno dimostrato di essere imprescindibili e decisivi.

Contro la Lazio, cosi' come col Chelsea e, infine, a San Siro. Poi, se qualcuno sara' stanco, avra' modo di andare alla spa a fare le terme. Con tre vittorie, la fattura la regolera' direttamente Conte. E con molto piacere.

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