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Il risultato negativo contro la Francia va archiviato senza drammi, quel che conta sono le indicazioni giunte dal campo: è una Nazionale giovane che convince ancora.

Ci capita spesso di essere d'accordo con Prandelli – non sempre, ma spesso sì – e questa volta lo siamo: l'Italia non meritava la sconfitta ed era giusto sperimentare. Abbiamo perso contro la Francia, vabbé, ma non è il caso di fare drammi, e non solo perché si tratta di un'amichevole. Senza il coraggio di provare, non avremmo probabilmente apprezzato i molti risvolti positivi che questa sfida ci lascia. Ci concentreremo soprattutto su tre aspetti che, poi, erano quelli più sotto osservazione.

PROFESSOR PIRLO - I ritmi erano quelli classici da sgambata del giovedì, come spesso ci capita quando in palio c'è solo il prestigio, ma Marco Verratti li ha interpretati bene. Forse meno di quanto le sperticate lodi dei commentatori lasciassero intendere, però la personalità si è vista, la regia lucida un po' meno.

Insomma, quando è entrato Pirlo, s'è visto subito che la squadra ha cambiato passo, ma non si può pretendere che l'allievo superi il maestro. Almeno non subito. La sensazione, però, è che l'azzurrino si cibi veramente dei movimenti del più esperto e cerchi il più possibile di imitarli. “Pirlo e Verratti insieme? Se avessi tante amichevoli ci proverei volentieri, ma presto arriveranno le qualificazioni e non potrò fare tanti esperimenti”, ha detto il mister azzurro dopo la gara contro la Francia.

I PIU' ATTESI A PARMA
BALOTELLI
Sfortunato sulla grandissima conclusione da fuori che si stampa sulla traversa, si spegne un po' nella ripresa.
EL SHAARAWY
Ottima prestazione del 'Faraone', condita da un bel goal sotto le gambe di Lloris. Buoni spunti come sempre in velocità.
Ce ne basta uno Cesare, per non vivere col rammarico di non averci neanche provato. Perché, secondo noi, se po' fa. “I grandi calciatori possono sempre giocare insieme e noi non possiamo esimerci dal puntare sulla qualità”, ce lo hai detto tu all'inizio del tuo mandato. Allora perché non fare almeno un tentativo?

MISTER BALO - Per una volta SuperMario non ha sprecato la ciambella di salvataggio gettatagli da Prandelli. Anzi, l'ha afferrata stretta e l'ha usata pure per aiutare i compagni.

Nell'inedito (per lui) ruolo di centravanti, quello dove Cesare vorrebbe sfruttarlo vista la carenza di alternative se si eccettua Osvaldo (e dove contro la Germania agli Europei ha semplicemente spaccato), si è destreggiato bene nel ruolo di sponda (guardare al goal di El Shaarawy per conferma), anche se si è spesso fatto attrarre dal pallone, uscendo troppo frequentemente dall'area di rigore, laddove invece avrebbe dovuto farsi trovare per concludere in porta.

Perché è quello il suo principale compito, anche se a Mario piace gigioneggiare e caracollare intorno all'area, è proprio quella che deve attaccare con maggiore cattiveria quando arrivano palloni buoni. Questo è il prossimo step per lui: quando lo capirà, non perderemo neanche le amichevoli.

IL PICCOLO FARAONE - Forse la nota più lieta della serata e non solo per il goal. Il ragazzo dimostra personalità ogni giorno di più, non ha paura, si fa vedere, se la fa dare e cerca di giocarla al meglio. Non sempre ci riesce, ma non si può pretendere la perfezione. Almeno non subito.

L'azione del goal del vantaggio, però, dimostra non solo le qualità tecniche, ma anche quelle tattiche dell'attaccante rossonero, che della punta esterna sembra avere le stigmate: il taglio con il quale detta il passaggio a Montolivo, è da insegnare ai ragazzini. A quelli un po' più piccini di lui, diciamo. Già, perché non dimentichiamolo che stiamo parlando di tre giovani prospetti del nostro calcio.

Qualche tempo fa dicevamo che queste partite avrebbero dovuto darci delle risposte sulla nostra nuova e giovane Italia: bene, senza voler esagerare, ma senza neanche temere smentita, oggi possiamo dire che le abbiamo avute. E sono molto incoraggianti.

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