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Una delle poche note stonate della stagione nerazzurra è il rendimento dell'argentino acquistato in estate: da erede di Samuel a panchinaro spesso inaffidabile.

Il 4 luglio 2012 Lucio lascia ufficialmente l’Inter per accasarsi dai rivali storici della Juventus. Partenza preventivata da tempo dalla società nerazzurra che non ha mai avuto alcun dubbio sul suo sostituto. Solamente due giorni dopo approda infatti alla Pinetina Matias Silvestre dal Palermo. Costo dell’operazione: 2 milioni di euro per il prestito, altri 6 per l’eventuale riscatto. Non pochissimo di questi tempi, anche considerando l’età (classe 1984) e l’ingaggio superiore di parecchio al milione di euro.

La società è certa del colpaccio low-cost, nei piani il giocatore dovrà prendere l’eredità di Samuel agli sgoccioli della carriera. Ma prima dovrà formare un solido muro proprio con il connazionale, dopo la pessima stagione vissuta  dall’Inter a livello difensivo. Tra l’altro, da non dimenticare, il buon Matias non disdegna nemmeno le sortite offensive sui calci piazzati che gli sono fruttati ben 11 gol negli ultimi due campionati in Italia prima a Catania, poi a Palermo. La realtà è stata molto, ma molto differente.

IMPATTO DIFFICILE - Nel precampionato e negli impegni di Europa League non convince troppo mister Stramaccioni, che invece in maniera intelligente prova a recuperare Ranocchia. Tuttavia ai nastri di partenza con Chivu in infermeria e Samuel ancora indietro nella preparazione, tocca all’ex-Palermo guidare la difesa.

L’esordio in campionato con il Pescara non è certo dei più difficili, considerato il peso offensivo degli abruzzesi. Non inganni lo 0-3 finale a favore dei nerazzurri, là dietro si è ballato fin troppo. Passa una settimana ed arriva la Roma di Zeman: Silvestre va completamente il tilt. Non segue l’inserimento in area di Florenzi ed arriva l'0-1, poi sul raddoppio di Osvaldo si fa trovare completamente fuori posizione. Prima del terzo gol di Marquinho, sul quale ha ancora colpe enormi, regala sempre a Florenzi una palla d’oro che il giovane romanista spreca clamorosamente. L’Inter esce sconfitta fragorosamente e lui è uno degli imputati principali.

SILVESTRE IN NUMERI
IL BILANCIO ALL'INTER
8 I milioni complessivi dell'affare (due per il prestito, 6 per il riscatto)
277 I minuti giocati finora in Serie A, con tre presenze da titolare
7 I goal subiti con lui in campo
39' Con lui sul terreno di gioco, l'Inter ha incassato un goal ogni 39'
134' Senza Silvestre in campo, l'Inter subisce un goal ogni 134'
PANCHINA E BOCCIATURA - Stramaccioni capisce che l’argentino è assolutamente fuori forma e decide di lanciare nella mischia il giovane Juan Jesus. Il passaggio alla difesa a tre, ma probabilmente anche la sua esclusione portano ad una  serie di ottimi risultati che proiettano l’Inter nelle zone altissime della classifica. Il suo impiego è pressoché nullo ad eccezione di pochi minuti con la Sampdoria in casa sul 3 a 1. La partita, tra l'altro, finisce con il secondo goal blucerchiato a firma di Eder, marcato proprio da lui.

La vittoria sulla Juventus a Torino apre prospettive quasi miracolose per l’Inter, a Bergamo sono tassativi i tre punti. Con Samuel, Ranocchia e Chivu ai box a Strama non resta che riesumare Matias. L’esperienza è di quelle da non ripetere: ancora tre gol incassati e con responsabilità pesanti in particolare in occasione del rigore, causato da un intervento goffo su Maxi Moralez che non aspettava altro.

Il bilancio di Silvestre in campionato è al momento di 3 partite giocate interamente contro Pescara, Roma ed Atalanta più pochissimi minuti con la Sampdoria per un totale di 277 minuti. I gol subiti dai nerazzurri con lui in campo sono stati ben 7, uno ogni 39 minuti. Senza di lui la media-gol subiti sale vertiginosamente (addirittura uno ogni 134’), con Handanovic che ha raccolto solo 6 palloni finiti alle sue spalle.

INVESTIMENTO TOPPATO - I tifosi dell’Inter sono in apprensione, in quanto ancora per un po’ saranno disponibili solo lui e l’ottimo Juan Jesus come difensori centrali. A Strama ora il compito di inventarsi qualcosa di nuovo, ma difficilmente Silvestre potrà sedersi in panchina. E qui le responsabilità sono da addebitare a chi ha progettato il suo acquisto in estate.

Zamparini e Lo Monaco parlano di un obbligo di riscatto (in realtà non può esistere alcun obbligo da parte dell’Inter, ma potrebbero esserci accordi di altra natura tra le società) e del difensore non vogliono nemmeno sentirne parlare. Comprensibile ripercorrendo anche la sua ultima stagione a Palermo, dove ha sì segnato 5 reti, ma è stato anche il leader della terza peggior difesa del torneo (62 reti al passivo) ed hanno chiuso al sedicesimo posto.

Che i soldi potessero essere spesi meglio è quasi una banalità, ma nel concreto chi sarebbe potuto arrivare? Per citarne giusto un paio i due viola Roncaglia o Gonzalo Rodriguez. Il primo è arrivato a parametro zero, il secondo con un esborso di soli 1,5 milioni di euro per il trasferimento a titolo definitivo. Silvestre doveva essere l'erede di Samuel, ad oggi rischia più di ripercorrere la parabola infelice di Sorondo...

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