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Fioccano gli interrogativi sul 'Papero', duramente contestato dai tifosi dopo la gara contro la Fiorentina: per il tecnico è un rebus ma il presidente spinge per il suo recupero

Doveva essere il salvatore della patria, rischia di diventare il capro espiatorio di una stagione nata male e proseguita nel peggiore dei modi: Alexandre Pato è il manifesto delle difficoltà del Milan, è l’emblema dello stato quasi comatoso nel quale riversa il Diavolo di Allegri. Il brasiliano, clinicamente guarito dopo i continui infortuni, era la grande speranza dell’ambiente rossonero, che vedeva in lui il nuovo potenziale leader tecnico di una squadra che in estate ha perso cuore, testa e gambe.

Il verdetto del campo finora è stato però impietoso: il ‘Papero’ è sembrato un corpo avulso, che non riesce a connettersi con i compagni, a partecipare alla manovra, a farsi trovare pronto e reattivo in area di rigore. Analizzando al microscopio le sue prestazioni emergono anche segnali incoraggianti: fisicamente è in crescita, le gambe sono più rapide ma manca ancora quel ‘click’ mentale, che possa permettergli di scrollarsi di dosso due anni di incubi, paure, timori.

I NUMERI DI PATO IN CAMPIONATO CON IL MILAN
STAG SQUADRA PARTITE GOAL MEDIA
07/08 Milan 18 9 0.50
08/09 Milan 36 15 0.42
09/10 Milan 23 12 0.52
10/11 Milan 25 14 0.56
11/12 Milan 11 1 0.09
12/13 Milan 4 0 0.00

A poco più di vent’anni Pato è stato etichettato come un ex giocatore, ha visto la sua carriera da sogno seriamente a rischio a causa di una fragilità muscolare che ne ha indebolito in primis lo spirito. Talento unico nel suo genere, il brasiliano, dopo aver vissuto esordi da predestinato, è finito in un labirinto dal quale non trova via d’uscita. La paura di rifarsi male, di rivivere mesi di sofferenze, di lacrime e impotenza, rappresenta l’avversario che il ‘Papero’ non riesce a dribblare.

Avrebbe bisogno di giocare con continuità, senza pressioni, non col peso dell’intera squadra alle spalle: condizioni che il Milan di oggi non può garantirgli. Per Allegri scommettere su Pato è un dovere ma al tempo stesso un rischio troppo grande: ma se il risultato è una bocciatura dopo 45 minuti di nulla, come accaduto domenica contro la Fiorentina, non giova né al giocatore né alla squadra. Cosa fare allora? Lasciarlo in panchina, concedendogli solo spezzoni? Difficile pensare di poterlo relegare al ruolo di semplice comprimario.

D’altro canto c’è l’obbligo di tentare di recuperare quello che sarebbe potuto diventare uno dei primi tre attaccanti al mondo, prima che il destino beffardo ne frenasse l’esplosione. In prima fila tra chi continua a credere nelle potenzialità di Pato e nella sua rinascita c’è Silvio Berlusconi, che tra i capi d’accusa nei confronti del sempre più traballante Allegri ha inserito in cima alla lista l’errata gestione del brasiliano, che ha bisogno di sentirsi realmente importante per poter esprimersi al meglio.

Il 'Paperometro' è ai minimi storici, Berlusconi tra i pochi a credere ancora nel numero 9
Il presidente rossonero, al di là dei legami affettivi tra il giocatore e la figlia Barbara, è sempre stato un grande estimatore del ‘Papero’, che nei suoi primi anni al Milan aveva avuto una media realizzativa superiore anche a quella di Van Basten. Il veto alla cessione al PSG è probabilmente una delle decisioni più importanti prese dal Cavaliere negli ultimi anni e in lui è sempre forte la convinzione di non aver commesso un errore nel preservare il patrimonio Pato rinunciando all’opportunità di portare a Milanello Tevez.

Berlusconi però sembra essere uno dei pochi a credere ancora ciecamente nel numero 9 rossonero. Chi frequenta abitualmente San Siro sa che il ‘Paperometro’ è ai minimi storici: il pubblico, dopo aver pazientato e digerito più di una prestazione incolore, adesso non da’ più attenuanti al brasiliano, chiamato a tornare a bruciare l’erba come ai vecchi tempi. Ricordi che appaiono sfocati, come se appartenessero ad un’altra epoca: eppure Pato ha soli 23 anni e una lunga carriera davanti. ‘The best is yet to come’, direbbe Obama: ma per quanto ancora il Milan e Berlusconi potranno aspettare il loro ‘Godot’?

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