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Il talento non si discute, ma la scarsa esperienza a livello internazionale del reparto offensivo rischia di rivelarsi un 'boomerang' sulla linea verde scelta da Prandelli.

Fin dal suo approdo al timone della Nazionale italiana, Cesare Prandelli ha avuto in testa un solo imperativo: rinnovare. Il ciclo del ct azzurro ha portato in dote una finale degli Europei che, anche se persa in malo modo, ha confermato la bontà del suo progetto. Adesso si corre verso Brasile 2014, il selezionatore spinge per la 'linea verde' soprattutto nel reparto offensivo: ma quanto potrebbe essere competitivo un attacco 'baby' in una manifestazione delicata e piena di pressioni come il Mondiale?

Mattia Destro e Stephan El Shaarawy sono due degli uomini cui Prandelli sta puntando per rivitalizzare il reparto offensivo 'post-Euro 2012': messi da parte Cassano e Di Natale, il ct propende per giovani in rampa di lancio e (per il 'Faraone' è proprio il caso di dirlo) sulla 'cresta dell'onda'. Il romanista sta faticando a inserirsi nella sua nuova realtà ma è uno dei centravanti più promettenti del panorama calcistico tricolore, il 'golden boy' rossonero invece sta mascherando almeno in parte le lacune del Milan a suon di goal e prestazioni da fuoriclasse.

Insieme a loro, Balotelli e Giovinco. 'SuperMario' non ha iniziato nel migliore dei modi la nuova stagione ma in azzurro può 'affogare' le difficoltà vissute al Manchester City (come già avvenuto con la bella prova contro la Danimarca) e con la testa giusta è senza dubbio l'arma in più, la 'Formica Atomica' sta pian piano diventando protagonista con la maglia della Juventus nonostante i mugugni iniziali per un rendimento al di sotto delle attese.

L'ATTACCO AZZURRO ANTI-FRANCIA
Balotelli Destro El Shaarawy
Giovinco

Ad alzare l'età media di un attacco decisamente in 'erba', ci pensano Diamanti e Osvaldo: il fantasista bolognese ha provato l'ebbrezza di giocare un Europeo alla prima opportunità concessagli, l'italo-argentino rappresenta una delle pedine più in forma da cui al momento risulta difficile prescindere.

Il talento della 'batteria' di punte scelta dal ct non si discute, ma i dubbi riguardano l'impatto che potrebbero avere calciatori con poca esperienza in campo internazionale nell'ottica di un Campionato del Mondo fatto di aspettative e necessità di dimostrare tutto e subito alla luce della posta in palio e della breve durata della competizione.

E' anche vero che il calcio italiano al momento non offre chissà quali alternative e la scelta di puntare sui giovani spesso è stato uno dei tasti su cui tutto il Paese ha spinto per vedere una Nazionale 'nuova' e tagliare col passato, fatto sta che la mancanza di un vero 'top player' alla lunga rischia di farsi sentire. Con la speranza che uno di loro possa diventarlo subito o quantomeno nel giro del prossimo anno e mezzo.

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