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Battendo l'Inter, l'Atalanta - seppur penalizzata di 2 punti - è salita al 6° posto in classifica. Chiamarla 'piccola', adesso, appare parecchio riduttivo...

L'Inter a Bergamo è arrivata un po' stanca? Probabilmente sì, anche se a Belgrado il turnover era stato massiccio. Ha pagato le assenze in difesa? Forse, anche se Juan Jesus è considerato uno dei migliori acquisti estivi e Silvestre lo era prima di arrivare a Milano. Milito era in serata no e  Palacio e Cassano non è che siano sembrati molto ispirati?

Tutto vero, anche se solo una settimana prima avevano spezzato in due quella che era considerata una difesa insuperabile. Allora, molto più semplicemente, non sarebbe il caso di ammettere che l'Inter, domenica sera, ha incontrato una splendida Atalanta?

I NUMERI DELL'ATALANTA 2012-2013
20 I punti conquistati sul campo
18 I punti in classifica
6 Le vittorie
2 I pareggi
4 Le sconfitte
13 I goal fatti
15 I goal subiti
La squadra di Colantuono ha sorpreso per personalità, coraggio e qualità. Non certo per la sua determinazione che, invece, le è riconosciuta da sempre. “Ha il carattere del suo allenatore”, si dice spesso (e in modo sommario). La realtà è che l'Atalanta dimostra da tempo di essere molto di più di una squadra con le palle. Le ha, questo è sicuro, ma non bastano quelle per giocare – e bene - a calcio. Infatti, domenica sera, a sorprendersi son stati soprattutto quelli che la Dea la seguono raramente e, quelle poche volte, pure distrattamente. Senza voler esagerare, e senza voler essere tacciati di farsi condizionare da un risultato pure importante, per noi che la seguiamo da tempo, è facile dire che gioca da grande. Non a caso, di grandi (o presunte tali), quest'anno ne ha punite diverse...

“I ragazzi lo sanno – ha detto Colantuono nel post-partita – Io voglio sempre che ce la giochiamo. Se affronti una squadra come l'Inter aspettandola e abbassandoti, prima o poi il goal lo prendi. Se te la giochi e imbrocchi la giornata giusta, magari gliene fai uno anche tu”. E se non ti limiti a chiuderti, ma riparti sempre, attaccando costantemente con 5-6 uomini, magari ti capita pure di fargliene tre. L'Atalanta si difende e riparte? Verissimo, ma lo fa maledettamente bene. Dietro chiude gli spazi, stringe le linee, ti asfissia col pressing, fa fare diagonali da paura agli esterni e quando ti frega il pallone, ti assale da tutte le parti. Bonaventura, Moralez, Schelotto sembrano cavallette impazzite, Denis là davanti è il classico pivot che apre i varchi e veste pure i panni del finalizzatore. (e pensate dove sarebbe ora l'Atalanta se il bomber argentino quest'anno avesse la stessa media realizzativa dell'anno scorso...).

Ma il valore aggiunto è tutto nella testa: i bergamaschi domenica sera erano in perfetto controllo della gara. Contro un'Inter lanciatissima, erano avanti, si difendevano sì, ma soffrendo il giusto. Per pareggiare, l'Inter ha avuto bisogno di un calcio piazzato e della giocata del campione. Dopo il pari, però, tutti si attendevano l'assalto finale della Strama Band, invece la reazione l'hanno avuta i ragazzi del Cola. E che reazione. Un uno-due spaventoso. Si può anche discutere sul rigore, ma di sicuro non si può trascurare l''evidenza: l'Atalanta ha dato una dimostrazione di forza da grande, grandissima squadra.

Ci permettiamo un suggerimento: la prossima volta, prima di definirla superficialmente “piccola”, conviene pensarci molto bene...

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