thumbnail Ciao,

"Da solo non posso giocare...", grida Di Natale a Guidolin. Stavolta ci ha pensato Angella, ma con questo atteggiamento, arbitraggio a parte, sarà dura raccogliere i frutti.

Avete mai giocato al 'Mercante in fiera'? Quel gioco dove un pò per caso, un pò per intuito devi sperare di avere dalla tua parte le carte vincenti? Se non sapete di cosa di tratta, vi basta rivedere la partita dell'Udinese contro il Chievo per capire bene come funziona.

La fortuna, manco a dirlo, non è girata nemmeno stavolta. La Dea ha ceduto infatti la sua benda all'arbitro Doveri che ha distribuito a casaccio riuscite e successi, come vuole la tradizione del mondo classico. L'Udinese si è trovato quindi alla fine del gioco con una sola carta: l'ancella...o meglio l'Angella. Il ragazzotto di Firenze è a sorpresa tra le figure vincenti. Peccato solo che per l'Udinese non valga il primo premio, ma soltanto quello di consolazione.

COSA VA -
I cinque risultati utili consecutivi non sono certo da buttare. Classifica alla mano l'Udinese è soltanto a tre punti di distanza dal sesto posto e dalla squadra più in forma del campionato, l'Atalanta. La reazione in campo non manca mai, anche quando le cose si mettono malissimo e sembra impensabile (come ieri del resto) trarre fuori qualcosa di buono. Nelle ultime gare l'Udinese è caduto sempre in piedi come i gatti, ma bisogna ricordarsi che le vite restano pur sempre sette. E già siamo a cinque...

COSA NON VA - Questa squadra vive 70 minuti di mediocrità e 15-20 in linea con le effettive capacità. Perchè? Per il solito e classico motivo: si entra in campo per non prenderle, anche contro il Chievo. Il gioco è latitante al pari di Cesare Battisti, la manovra è lenta, prevedibile, indirizzata su di un unico uomo, Totò Di Natale, chiamato a risolvere tutti i problemi con il suo aereoplanino.

L'identità dell'Udinese è praticamente indecifrabile. Che tipo di squadra è? In dodici giornate nessuno l'ha capito. Non è una squadra da Champions, questo è poco ma sicuro, ma nemmeno una squadra da retrocessione. Forse è una squadra da Europa League? Nemmeno, almeno stando a vedere gli ultimi risultati. L'anonimato sembra sempre più l'universo adatto per i ragazzi di Guidolin. Almeno per questo campionato. E sopratutto con questo atteggiamento.

TOP&FLOP - La prima doppietta in Serie A, per lui che di ruolo fa il difensore (per giunta di riserva), basta e avanza per consegnare la palma del migliore a Gabriele Angella. Veste per una sera i panni di Totò Di Natale e salva la baracca. Corrono sempre Basta ed Allan, dai loro piedi arriva l'ultimo passaggio per entrambi i goal bianconeri.

Allarme Brkic. Al Bentegodi ha bissato la prestazione horror offerta in EL contro gli Young Boys. Deve ritrovare la sicurezza di inizio anno, oppure sono guai. Giornata da dimenticare anche per Danilo, che da solo patisce l'assenza di Domizzi e Benatia. Invisibile per la seconda gara di fila Maicosuel, problema non da poco visto che il brasiliano dovrebbe essere il collante tra centrocampo ed attacco.

CONSIGLI PER IL MISTER - "Da solo non posso giocare...”. Si è rivolto così Totò Di Natale nei confronti di Guidolin nel corso del match col Chievo. Un frase emblematica, ma nemmeno troppo sorprendente. Mister Guido deve emanciparsi, emancipare la squadra. Totò ha ragione: da solo non può giocare. Ma nemmeno l'Udinese può giocare solo ed esclusivamente in funzione del suo capitano.

Occore trovare un diversivo. Di Muriel abbiamo già detto. La speranza è quella che Guidolin non si fissi di utilizzare il colombiano come alternativa a Di Natale. Saremo punto e a campo, anzi la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Si è ormai capito che Fabbrini (per motivi contrattuali) è addirittura diventato la riserva di un Ranegie spesso inadatto alla categoria. Barreto...lasciamo perdere. Il Guido deve pedalare contro i problemi. Affrontarli. Tenendo conto che una squadra di calcio, almeno nelle intenzioni iniziali, scende in campo per vincerle le partite.

FUTURO - Col Parma, altra squadra che non segna caterve di goal, sarà un match verità. In difesa tornerà Domizzi, ma non ci saranno Danilo (squalificato) e Benatia. Inoltre agli infortuni di Willians e Pinzi, si aggiunge quello di Lazzari, che verrà valutato meglio in questi giorni.  Da qui a domenica Guidolin avrà il tempo di lavorare sulla testa dei suoi ragazzi. Quella coi ducali è la partita giusta per provare un nuovo atteggiamento. Per tagliere il cordone ombellicale che lega l'Udinese alla paura di giocare a pallone.

Sullo stesso argomento