thumbnail Ciao,

E' stato chiaro sin dal Massimino: questa Lazio pensava solo alla stracittadina e non l'avrebbe fallita. Successo meritato che lancia l'Aquila verso il terzo posto.

Sembrava tutto così scontato, la Lazio in crisi che ne prende quattro dai siciliani, la Roma champagne che invece ne dà quattro agli altri siciliani. Biancocelesti in involuzione, giallorossi oramai definitivamente lanciati da goals e colpi di tacco messi in mostra contro i palermitani. I più attenti, però, avevano notato qualcosa di strano.

A Catania neanche un ammonito, nessuno che metteva il piede nei contrasti, poi giovedì contro il Panathinaikos spazio al turnover totale, con la partita già in ghiaccio nel primo tempo: se due indizi fanno una prova, si può dedurre che Petkovic ha preparato alla perfezione questo derby di Roma...

Lo special three bosniaco non lascia nulla al caso e schiera la miglior formazione possibile con il suo oramai famoso 4-1-4-1. Dopo un inizio a dir poco traballante, in cui Lamela segna oltre i limiti della regolarità, la squadra comincia a mettersi in campo alla solita maniera, con i quattro trequartisti dietro il terminale Klose che continuano a scambiarsi di posizione e mandano in tilt la già poco fiduciosa difesa romanista.

LA PARTITA | LAZIO-ROMA 3-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

LAZIO
16
8
45%
7
5
6

ROMA
9
4
55%
7
5
0

Mauri, Hernanes, Gonzalez e Candreva, quattro nomi fondamentali per questa squadra e questa tipologia di gioco. Non è un caso infatti che il primo goal nasca da una punizione del centrocampista romano (con la incredibile partecipazione del povero Goicoechea), non è un caso che il secondo nasca da un taglio verticale di Hernanes e non è un caso che il terzo arrivi dal solito inserimento di Stefano Mauri, decisivo come mai negli ultimi anni.

Dall'altra parte Zeman assiste imperterrito, la pioggia incombe sul terreno e il buio cala inesorabilmente sullo stadio Olimpico e sulla sua debole Roma. Il blocco dei trequartisti di Petkovic manda in totale bambola il suo 4-3-3 e di conseguenza i due esterni Balzaretti e Piris, poi è la volta di De Rossi che, in preda ad un raptus da svantaggio, decide di mandare ko con un gancio al volto il capitano laziale Mauri.

Vittoria netta, meritata, ma che assolutamente non deve essere un punto di arrivo. L'euforia del derby può dare quella spinta in più per andare a riprendersi l'obiettivo, quel terzo posto che oramai è la sottile linea tra purgatorio e paradiso calcistico, ma può anche portarsi dietro qualche strascico.

La stracittadina porta in dote comunque tre punti come tutte le altre giornate di campionato e sabato c'è la super sfida di Torino con la Juventus senza gli squalificati Lulic e Mauri. Fare punti in Piemonte e recuperare definitivamente Ederson, Radu, Brocchi e Zarate: se si vuole vincere anche in Italia e non solo sul raccordo anulare...

Sullo stesso argomento