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Azzurri meglio nel finale di gara con il 4-2-3-1 anzichè il 3-5-2, che patisce il momento difficile degli esterni: una soluzione da considerare anche dal 1'.

Una mano sul cuore, l'altra sulla coscienza. Tra gesti istintivi catturati dalle telecamere che finiscono per essere enfatizzati dai media ed errori tattici compresi, accettati e rimediati solo in corso d'opera. Walter Mazzarri e il Napoli mettono in scena la seconda epica rimonta nel giro di qualche giorno, di quelle che esaltano pubblico e gli stessi protagonisti.

E' tornato a farsi vedere il Napoli mai domo delle rimonte, abituato a reagire dopo aver preso un paio di schiaffi, capace di rialzare la testa e finire per stravincere. Quel Napoli del Mazzarri in camicia, sofferente nella mente, quasi drammatico nell'accompagnare i suoi dallo sbandamento di una gara giocata male ma finita nell'esaltazione generale, con la scia di Juve ed Inter ripresa nel giro di un quarto d'ora.

Chiariamo subito: ciò che è accaduto negli ultimi quindici minuti sarebbe potuto - e dovuto - accadere con scioltezza già nel primo tempo. Impresa tutt'altro che impossibile con un Genoa reduce da quattro sconfitte di fila e dunque tranquillamente alla portata dei partenopei.

LA PARTITA | GENOA-NAPOLI 2-4

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

GENOA
14
5
44%
2
2
8

NAPOLI
20
9
56%
3
3
4

A patto che i rimedi della disperazione fossero stati i presupposti di inzio gara, con Insigne preferito ad un Pandev da recuperare con adeguato periodo di riposo e con la rinuncia al 3-5-2.

Senza il supporto degli esterni il solito modulo non può funzionare e decidere di schierare in partenza la difesa a quattro sarebbe stato molto più utile rispetto al cambio in corsa da fare quando l'acqua arriva alla gola.

Presunzione o prudenza - entrambe dispensate con eccessi - non è dato saperlo: bisognerebbe chiederlo al diretto interessato il quale non sembra voler cambiare idea, né tantomeno defilarsi da quel ruolo da protagonista.

Da interpretare ancor prima dei calciatori, vuoi per schermare gli stessi dalle critiche esterne, vuoi per una personalità che intorno fa terra bruciata.

La brutta notizia è arrivata però ad un centinaio di chilometri da Marassi: la pesante sconfitta casalinga del Milan pone i rossoneri in una condizione di allarme rosso ed il posticipo del prossimo sabato al San Paolo potrebbe essere l'ultima chance per Allegri di salvare panchina e campionato.

Dall'altra parte gli azzurri hanno il fiato sul collo della Fiorentina e la necessità di non perdere terreno nei confronti della capoclasse.

Un sabato sera che si preannuncia carico di passione e tensione, magari con un'altra emozionante rimonta. Perchè in fondo vincere cosi è anche più bello.

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