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L'exploit della punta merita una riflessione più ampia: il talento dell'uruguaiano fa gridare a gran voce la costruzione di una squadra che dia giustizia a così tanta roba.

Gli è mancato solo di indossare i guantoni e sostituire un incerto Rosati tra i pali. Per il resto, repertorio completo: ripiegamenti difensivi, interdizione in mediana, assist e quattro-gol-quattro a demolire gli ucraini, che pure al San Paolo non avevano alcuna intenzione di fare le comparse.Gli aggettivi, dal marziano al messia redentore, si sprecheranno.

A ragion veduta: Edinson Cavani in questo momento è il Napoli, ne è l'anima, la forza pura. E non solo per i goal: la sola presenza del Matador in campo è sufficiente a scuotere la squadra dall'anomalo e sempre più frequente torpore in cui sprofonda dopo i primi minuti di gioco. Un fenomeno anche in fatto di personalità, insomma.

La notte di Europa League consacra un campione e boccia quasi tutto il resto della truppa
A cui è stata fissata una rescissoria di 60 milioni di euro ed una promessa da mantenere fino al 2017. Ma che non può essere lasciato da solo a recitare la parte del supereroe.

La notte di Europa League consacra un campione e boccia inesorabilmente quasi tutto il resto della truppa, perlomeno coloro che si sono stati in campo prima dell'ingresso in campo della 'cuadrilla', composta da Pandev, Insigne e Hamsik a supporto del Matador.

Il turnover scopre ferite già aperte e forse ormai incurabili: gli azzurri soffrono pressing e duelli aerei, nonchè la solita mancanza di idee sulla trequarti che servirebbero per colpire anche quando vengono a mancare gli spazi in ripartenza.

I tre punti tolgono il morale da sotto i tacchi e, complice lo scivolone del Psv, riaprono prepotentemente il discorso qualificazione, anche per il primo posto nel girone che in ottica sedicesimi farebbe molto comodo.

LA PARTITA | NAPOLI-DNIPRO 4-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
13
5
64%
6
2
2

DNIPRO
10
3
36%
7
4
1

L'exploit dell'attaccante azzurro merita però una riflessione a più ampia: il talento dell'uruguaiano fa gridare a gran voce la costruzione di una squadra che dia giustizia a cosi tanta roba.

Non è difficile immaginare le potenzialità degli azzurri con l'innesto di quei 2-3 top player che renderebbero tutto più facile anche allo stesso Cavani.

Già, perchè non è altrettanto difficile pensare che il Matador, oltre a fare il conto dei palloni buttati in porta, abbia una voglia matta di vincere qualcosa di importante. E vorrebbe farlo in maglia azzurra, sceicchi e petroldollari permettendo.

Ma che come tutti i fuoriclasse ha bisogno del supporto di una squadra competitiva, di compagni all'altezza, nonchè di degni sostituti. Perchè nel calcio il "vincere da soli" è solo un suggestivo modo di dire.

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