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Le seconde linee fanno volare la Lazio in Europa, quelle dell'Udinese non convincono. Il Napoli ha ancora bisogno delle sue stelle per fare risultato, l'Inter è invece concreta.

L'Europa League è ormai da qualche anno a questa parte "la competizione del turn over" per eccellenza. Ci hanno abituato i club italiani a vederla in questo modo, perchè raramente nelle ultime stagioni si è visto schierare una formazione titolare in questo torneo, spesso vista quasi come un ostacolo dalle stesse società di Serie A. Ma certe volte la 'Cenerentola' delle manifestazioni europee può rappresentare un'occasione per i club, non solo strettamente per le ambizioni di vittoria finali.

Può rappresentare una rampa di lancio per qualche giocatore poco impiegato in campionato, permettendo all'allenatore di valutare meglio e di ricredersi sulle potenzialità di un singolo. Può far superare un momento difficile alla squadra, facendo riacquistare fiducia e serenità allo spogliatoio, oppure ancora può essere un'occasione per scoprire nuove soluzioni tecnico/tattiche, magari da riciclare e riutilizzare anche in futuro.

In alcuni casi il turnover è un'arma importante ed offre ghiotte occasioni...
E' il caso della Lazio, che contro il Panathinaikos è tornata a vincere e convincere, con più di mezza squadra rimaneggiata, dopo la batosta di Catania. Le seconde linee biancocelesti hanno dato segnali confortanti, lanciando la squadra in testa al girone. Gli uomini di Vladimir Petkovic si presentano quindi al derby con il morale risollevato. Dunque, se è pur vero che l'impegno del giovedì toglie energie fisiche, è altrettanto vero che Klose e compagni sarebbero arrivati davanti ai giallorossi con uno stato d'animo sicuramente diverso senza il successo in Europa League.

Ma veniamo alle risposte sul campo. Il reparto che più ha impressionato all'Olimpico è stato sicuramente l'attacco: Kozak è in grande condizione e ha confermato di poter essere una valida alternativa a Klose, mentre Floccari è sempre prezioso quando si tratta di giocare per la squadra e fare a sportellate. Segnali di ripresa anche da parte di Zarate, che ha strappato i primi applausi convinti al pubblico biancoceleste: la posizione dell'argentino, schierato da trequartista, potrebbe rivelarsi una nuova soluzione tattica per Petkovic.

Non può essere invece altrettanto soddisfatto Walter Mazzarri sulle riserve schierate fin qui in Europa League. Il tecnico toscano ha sempre raccolto pochissimo quando ha tenuto a riposo i titolari. In particolare si sente troppo l'assenza dei tre tenori nel Napoli: il match casalingo vinto contro il Dnipro nè è la sacrosanta prova. La squadra soffre, arranca e fa fatica a creare gioco, ma solo un mostruoso Cavani riesce a trascinare il gruppo, quasi da solo verrebbe da dire. Nel secondo tempo, risulta poi fondamentale l'inserimento di Hamsik per la rimonta finale, a dimostrazione che questa squadra non può ancora prescindere dai suoi gioielli.

... in altri casi si rivela dannoso e controproducente per la reputazione di alcuni calciatori
L'ennesima occasione concessa a Vargas ha dato ancora una volta esiti negativi, con il cileno addirittura dannoso in alcuni frangenti. Donadel, Dossena e Mesto non sono attualmente valide alternative dei titolari, sembrando a tratti totalmente fuori dagli ingranaggi di Mazzarri. Prestazioni pessime anche da Rosati, sembrato totalmente in confusione nelle ultime apparizioni. Insomma, è evidente che nel caso del club partenopeo il turn over è stato fin qui soltanto deleterio, portando inoltre strascichi di malumore anche in campionato.

Può ritenersi invece soddisfatta l'Inter, che fin qui ha utilizzato il turn over in modo parsimonioso. Stramaccioni cambia di volta in volta le pedine, ma senza troppi stravolgimenti: le prestazioni sono spesso opache, con i nerazzurri che soffrono più del dovuto anche contro avversari europei molto deboli, ma i risultati stanno comunque premiando le scelte del ct. Sono arrivate risposte positive dai giovani: da Livaja a Obi, passando per Coutinho, rivelatosi poi prezioso anche in campionato fino al momento dell'infortunio. Ci si aspettava forse qualcosa in più da Pereira e Jonathan, che comunque non stanno sfigurando.

Accanto a questi nomi il giovane tecnico dell'Inter ha quasi sempre schierato gente d'esperienza, riuscendo anche a non sentire ripercussioni fisiche in campionato. In questo caso dunque, turn over funzionale e positivo, anche se resta da valutarne l'impiego contro avversari sulla carta più quotati.

Infine l'Udinese, che chiude il quartetto di squadre italiane in Europa League. Analizzando le prestazioni europee di questa stagione, la sensazione è che la rosa messa a disposizione di Guidolin non possa proprio permettere al tecnico bianconero di effettuare nessun tipo di turn over. Il continuo ricambio di giocatori, che negli ultimi tempi ha caratterizzato la creazione della squadra friulana, quest'anno non è stato ancora assorbito. I bianconeri hanno più difficoltà del solito, anche con i titolari in campionato; in Europa League Guidolin è stato via via costretto a ridurre sempre di più l'impiego delle seconde linee, per limitare i danni.

In ambito europeo anche formazioni sulla carta alla portata, possono rivelarsi letali, specie se affrontati con una formazione totalmente sperimentale. A volte può risultare dunque pericoloso stravolgere gli undici da mandare in campo; con l'avanzare della competizione gli stessi allenatori se ne stanno rendendo conto. D'altronde, se affrontata nel modo giusto, l'Europa League può diventare una bella occasione per tutti.

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