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Per la prima volta in stagione, la Juventus assomiglia a quella dello scorso anno per fame ed intensità. Contro Chelsea e Shakhtar l'esame di maturità definitivo.

Che il caracollare per il campo, la difesa bassa e il tentativo di controllare l’avversario visto contro Napoli e Inter fosse davvero una questione psicologica, dovuta alla mancanza di fame e bramosia di vittoria mostrata nell’anno scorso? Che veramente siano servite due paroline ben assestate di Mister Conte dopo la sconfitta di sabato per rianimare questa Juventus? Impossibile dirlo, almeno dopo la prova con gli spauriti danesi.
 
Qualche risposta più netta, però, arriverà certamente dai prossimi impegni e, soprattutto, da Palermo in avanti. Se possibile, però, questa larga vittoria aumenta il rammarico per quel nefasto pareggio nella “gara d’andata”, in cui la Juventus ha davvero buttato al vento una qualificazione alla portata e che, invece, ora, s’è quanto meno complicata.

In molti sostenevano che la mancanza di Conte a bordo campo fosse tutto sommato neutra: “La squadra gioca a memoria, non subirà il contraccolpo”.
 
LA GARA | JUVE-NORDSJAELLAND 4-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
21
9
52%
9
2
10

NORDSJAELLAND
3
1
48%
1
0
2

Forse, invece, l’impatto della squalifica è stato sottovalutato, almeno a giudicare dalla veemente reazione che la squadra ha avuto dopo la battuta d’arresto di sabato.

Questa Juve assomigliava tremendamente a quella insaziabile dello scorso anno: difesa altissima, pressing asfissiante  avversario praticamente annichilito, senza respiro, stordito dall’incessante martellio bianconero.

Una goccia di tortura che piano piano ti erode fino a metterti in ginocchio e fomentata da uno scalpitante e ossessivo motivatore che asfalta la fascia come - e forse più - del miglior Lichtsteiner.
 
Pur con tutte le precauzioni del caso (il Nordsjaelland probabilmente in Italia lotterebbe per non retrocedere) è la prima volta che vediamo questa intensità nella Juve di quest’anno e speriamo che sia di buono auspicio per le grandi serate europee che aspettano la Vecchia Signora.

Dispiace, però, che per questi appuntamenti di gala, manchi il Conte. Speriamo che questa volta sì, la sua assenza passi veramente inosservata.

In ogni caso, Shakhtar e Chelsea rappresentano l’esame di laurea definitivo di questa squadra: se superato a pieni voti, nessun obiettivo le sarà precluso.

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