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La prestazione dell'attaccante brasiliano, nonostante il goal realizzato, non è sembrato così entusiasmante come nell'ambiente rossonero vogliono far credere.

Pato è tornato, Pato senza infortuni trascinerà il Milan da qui alla fine del campionato, permettendo ai rossoneri di raggiungere magari un attualmente insperato terzo posto in campionato. Tutte suggestioni che ogni tifoso del Milan, dopo il goal del brasiliano al Malaga, ha sicuramente elaborato nella propria mente, per lo meno per qualche secondo.

La realtà però, osservando attentamente la prestazione offerta dal Papero contro la squadra di Pellegrini, è ben diversa. Se infatti c'è da essere contenti per il fatto che Alexandre non sia incorso in altri infortuni muscolari (lo si è visto scattante e mai dubbioso se allungare la falcata o meno) non c'è da esserlo per quanto riguarda il suo rendimento. Goal a parte, Pato è stato avulso dalla manovra rossonera. I vari Bojan, Montolivo, Emanuelson, che hanno tentato più volte di dialogare con lui, non ci sono mai riusciti. E' la colpa è stata solamente del brasiliano, che pur non essendo ancora in condizioni fisiche ottimali, ha voluto provare costantemente la giocata, il dribbling al difensore, che onestamente poche volte gli è riuscito (ha guadagnato solo qualche calcio di punizione).

DALLE PAGELLE DI MILAN-MALAGA
 
PATO
Non desta una grandissima impressione ma ha il merito di segnare un goal importantissimo per il cammino in Champions del Milan e per lui stesso, che ha bisogno di ritrovare fiducia.
Ma la circostanza che deve far riflettere è che il suo egoismo non è stato dettato solamente dalla voglia di strafare e di farsi bello davanti al pubblico di San Siro dopo essere stato tanto tempo ai box, ma dalla sua incapacità di giocare con la squadra, tendenza già palesata ai tempi della convivenza con Ibrahimovic.

Quante volte si è visto. sia contro il Genoa che contro gli spagnoli, il brasiliano tentare allunghi impossibili, lanciando la palla al di là del difensore, quando avrebbe potuto serenamente tentare un uno-due col compagno per presentarsi dentro l'area di rigore? Tante, forse troppe, a maggior ragione per una squadra come il Milan, che attualmente fa una fatica enorme a dispensare azioni da goal.

Se avesse avuto la freddezza e la capacità di guardare i movimenti dei compagni, i rossoneri avrebbero sicuramente creato maggiori pericoli ai portieri avversari. In particolar modo la vena di Bojan, che svaria spesso su tutto il fronte d'attacco, potrebbe diventare una manna dal cielo per lui, che ha sempre sperato di poter giocare come punta centrale (circostanza della quale si è lamentato in passato quando c'era Ibrahimovic).

Allegri quindi nelle prossime settimane non dovrà preoccuparsi tanto delle condizioni fisiche del bomber verdeoro, quanto della sua mentalità. Gli dovrà far capire che un campione, così come in passato lo sono stati i vari Ibrahimovic, Kakà, Shevchenko, deve giocare prima di tutto per la squadra. E solamente nel caso in cui le sue condizioni fisiche e mentali lo permetteranno potrà e dovrà cercare di risolvere le partite da solo.

In questo momento Pato non è in grado di farlo, per tante motivazioni. Ragione per la quale, se vuole essere utile a questo Milan, faccia un bagno di umiltà e cresca finalmente anche a livello tattico. Altrimenti a questo Milan, come prima punta, serve più l'operaio e l'umile Pazzini...

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