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Risultato discreto, segnali positivi. Il Milan ora è una squadra, nonostante un pari non esaltante contro il Malaga.

Con il Malaga avrebbe potuto anche perdere. Non sarebbe cambiato molto. I rossoneri vogliono la qualificazione al secondo turno di Champions, sarebbe una bella iniezione di fiducia e, perché no, di soldi freschi, ma il passaggio alla fase successiva non deve essere l’obiettivo principale che i ragazzi di Allegri devono perseguire. 

Il Milan, prima di tutto, deve diventare una squadra e partite come quella contro il Malaga fanno capire che l’operazione sta riuscendo, che la strada imboccata è quella giusta e che a guidare il gruppo nella trasformazione, ci sono finalmente giocatori che stanno brillando per personalità ed applicazione. I rossoneri non hanno entusiasmato, ma va bene così. Non hanno giocato forse come contro il Chievo, anche se a volte il bello e il brutto sono divisi da una linea sottile che fa rima con goal.

LA PARTITA | MILAN-MALAGA 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

 MILAN
19
13
56%
11
2
3

MALAGA
4
3
44%
1
2
5

Non sono ancora e forse non saranno mai al livello di Inter e Juve, ma appena sotto sì. 4-2-3-1 questo è l’assetto del Milan. Così gioca il Milan. Una formula che da teoria sta diventando assioma. Certezze. Parole di Montolivo a fine partita. Questo Milan ha bisogno di certezze. Ed è vero. Il Milan è messo bene in campo, certo soffre un po’ con solo due centrocampisti centrali, ma pressando alto, rimedia a questo difetto. El Shaarawy parte da sinistra, Emanuelson da destra, Bojan dal centro. Ruoli chiari dove tutti si stanno trovando al meglio.  Qualche dubbio sull’olandese rimane. Ma in mancanza di alternative e visti comunque gli sprazzi di buon gioco che regala, può andare bene così. 

De Sciglio ha dimostrato di poter tranquillamente giocare in Champions, la difesa, a parte il movimento sbagliato in occasione del goal del Malaga, non ha concesso nessun altra occasione. Buone notizie che si accompagnano a quella che titola “Pato torna al goal”. Leggendo bene l’articolo si vedrà che il brasiliano non ha quasi mai toccato palla, che quando gli è capitato l’ha persa, che ha sbagliato vari appoggi e che non ha azzeccato mai un movimento da prima punta.

I tifosi forse è meglio che perciò si fermino al titolo, il Papero invece è meglio che legga bene tutta la cronaca della sua partita perché deve assolutamente migliorare, capire dove posizionarsi, quando scattare, quando tornare indietro, quando deve stare centrale e non occupare le zone di altri, vedi El Shaarawy.  Il Milan è sulla buona strada. Si vedono azioni ripetute, segno di prove in allenamento, movimenti studiati ed un buon affiatamento. Il tutto condito da un buonissimo Montolivo e da un Bojan versione leader come forse gli era capitato solo nella nazionale spagnola Under 21 e nelle giovanili del Barcellona. La strada è ancora lunga ma è quella giusta. Il Milan ed Allegri ci hanno messo un po’ di tempo per trovarla ma ora che è accaduto non la devono più mollare. Gambe in spalla e su per la salita. La stagione può migliorare e si possono gettare buone basi per un futuro migliore.

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