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Da un anno a questa parte l’ex Cagliari sta deludendo le attese, ma la poca fiducia concessagli non è la strada giusta per riprendersi.

In Italia si fa presto a gridare al bidone. Il mondo del calcio, del resto, è spietato come pochi altri. Giusto per restare in tema, negli ultimi tempi, sono stati in parecchi ad associare il suddetto termine ad Alessandro Matri, che di mestiere fa il centravanti della Juventus.

Da che calcio è calcio, vero è che le prime punte della storia bianconera il goal lo hanno sempre avuto nel sangue, mettendolo in circolo con impressionante regolarità. Restando agli ultimi anni, da Vialli a Trezeguet, passando per 'Superpippo' Inzaghi, i palati fini dei tifosi della Vecchia Signora hanno sempre avuto di che rimanere appagati.

Coi suoi goal è stato decisivo per lo Scudetto bianconero, ma in molti lo hanno dimenticato
Da qualche anno a questa parte, tuttavia, la Juventus non annovera tra le proprie fila una prima punta di quelle letali. Dai tempi in cui è andato via proprio 'Trezegol', al centro dell’attacco si son mossi, con alterne fortune, vari elementi. Amauri e Iaquinta, tanto per fare due nomi: due buoni centravanti, che alla Juventus non hanno avuto grande fortuna, in particolare l’oriundo, approdato a Torino con l’etichetta di nuovo Drogba, ma rivelatosi più che altro un flop, probabilmente per colpe non solo sue.

A raccogliere la non ingombrante eredità di Amauri, nel gennaio del 2011, arriva dal Cagliari Alessandro Matri. La Juventus, per averlo, sborsa ben 18 milioni di euro complessivi (2,5 per il prestito e 15,5 per il successivo riscatto). Numeri non certo di poco conto: per rendere l’idea siamo vicini a 35 miliardi delle vecchie lire. Logico aspettarsi tanto dall’attaccante cresciuto nel vivaio del Milan.

E, ad onor del vero, i primi sei mesi in bianconero dell’ex cagliaritano sono degni dei suoi più grandi predecessori. Lo score relativo, del resto, è abbastanza eloquente: 11 reti in 22 incontri, per la nobilissima media di un goal ogni 2 partite. Di conseguenza arrivano anche i sogni in grande stile dei supporters bianconeri, e con essi la convinzione che siano finalmente tornati i tempi di Trezeguet. Lo stesso francoalgerino, in quei giorni, designa il numero 32 come suo erede.

L’annata 2011/2012, dal punto di vista delle segnature, per Matri, inizia alla grande, al punto da far registrare, a febbraio, ben 10 goal in campionato, con una media vicina a quella della stagione precedente. L’ultima di queste reti Alessandro la firma nel match della discordia contro il Milan, quello del goal di Muntari, per intenderci. Quella sera, a pochi minuti dalla fine della partita, il centravanti, da subentrato, sigla il pareggio, con un goal che avrà un peso specifico notevole nel prosieguo della stagione juventina. Tuttavia, da lì in poi, inizia per Matri un’astinenza da goal pesantissima, al punto da finir confinato, sempre più spesso, tra le riserve, a favore di Marco Borriello.

I NUMERI DI MATRI
IN BIANCONERO
18 I milioni pagati dalla Juve per lui
57 Le presenze complessive in bianconero
20 Le reti con la Juventus
178 Le presenze complessive in A
56 Le reti complessive in Serie A
Questa situazione, nell’estate del 2012, rischia di sfociare nella cessione del giocatore, parecchio vicino a lasciare Torino. Lo Zenit presenta infatti un’offerta importante, ed anche il Cska Mosca si dimostra interessato a lui. Che di andare via dalla Juve, però, proprio non ne vuol sapere. Al massimo accetterebbe un ritorno al Milan, dove ritroverebbe Allegri, allenatore col quale si è consacrato nel calcio che conta. I rossoneri, alla fine, virano su Pazzini, soluzione meno dispendiosa e Matri rimane dunque a Torino.

L’essere stato ad un passo dall’addio e l’improvviso scarso feeling con il goal, però, non scalfiscono l’affetto dei tifosi, che in Matri continuano a riporre fiducia, memori del periodo d’oro vissuto nella sua prima parte di carriera alla Juventus. Un periodo che però fatica a ritornare d'attualità.

Tuttavia, nell’analizzare le prestazioni di Matri, ultimamente, si pecca spesso di superficialità. E’ vero, da quando è iniziata la stagione il ragazzo è entrato nel tabellino dei marcatori una sola volta, tra l’altro nella serata settembrina in cui la squadra di Antonio Conte ne ha rifilati 4 alla Roma. La frequenza con la quale è stato utilizzato, però, non lo ha certo aiutato. Se andiamo infatti nello specifico, ci accorgiamo di come Matri abbia finora accumulato 8 presenze tra Serie A e Champions League. Un numero di tutto rispetto, se non fosse che il minutaggio effettivo risponde a 330 minuti.

Alessandro, difatti, non è mai rimasto in campo per l’intera durata della partita: per quattro volte è stato sostituito, spesso poco dopo l’inizio della ripresa. Ed altrettante sono state le volte in cui ha fatto il suo ingresso sul campo da gioco da subentrato, dovendosi spesso accontentare degli ultimi scampoli del match.

E’ vero, 1 goal segnato in 330 minuti è un bilancio davvero insignificante per un centravanti, soprattutto se fa parte di una squadra prestigiosa e con ambizioni enormi come la Juve, ma è doveroso fare qualche considerazione. La prima riguarda la mancanza di continuità che coincide, guarda caso, proprio con la difficoltà di andare a segno con frequenza. Inoltre il ragazzo, in campo, si è sempre speso faticosamente per il gioco di Antonio Conte, tecnico che richiede un grosso sacrificio alle sue prime punte.

I goal dei vari Vidal, Marchisio e compagnia calciante, sono stati anche frutto, in determinate occasioni, del lavoro sporco di Matri. Senza tralasciare che giocare solo spezzoni di gara può demotivare chiunque, a maggior ragione un attaccante, che ha bisogno dei goal per mantenere salda la propria autostima.

Vero, se non gode più della fiducia assoluta, è perché ha smesso di segnare lo scorso anno, praticamente da febbraio in poi. E però, ci vorrebbe pazienza. Quella stessa che ha avuto, giusto per fare un esempio, l’Inter, con il Milito post Triplete. In molti davano il Principe per finito ma, dopo un’annata non particolarmente brillante, il numero 22 nerazzurro è tornato a macinare goal come un ventenne qualunque. Alla Juventus ne sanno qualcosa.

Per carità, non stiamo qui a dire che Matri sia forte come Milito, senza nulla togliere allo juventino. Tuttavia, servirebbe avere più pazienza, dare più fiducia al ragazzo. Del resto, Giovinco ne ha avuta parecchia, deludendo quasi puntualmente. Perché non darne quindi a Matri, sperando che possa rispolverare il suo fiuto del goal, che non può certo aver perso di punto in bianco, e che in passato ha più volte dimostrato di avere?

Matri avrebbe bisogno di tanta fiducia: la stessa che l'Inter ha accordato a Milito
In molti, nel parlare di Matri, pensano spesso ad Amauri. Un primo anno vissuto ad ottimi livelli, seguito dal buio più totale. Ma Amauri rappresenta un passato oramai nettamente alle spalle, mentre Matri è il presente. Un presente che va assolutamente valorizzato, sfruttato, coccolato. Parliamo di un centravanti che tutto è, ma non certo un bidone. Insomma, non è stato ne’ mai sarà il nuovo Trezeguet, ma neppure è associabile ad un Esnaider qualunque.

Qualche giorno fa abbiamo parlato di Pazzini, e di come, a fronte di adeguati rifornimenti, sarebbe presto tornato a bucare la rete come ai tempi della Samp. Il primo segnale, in tal senso, lo si è avuto nella partita dell’ultima di campionato contro il Chievo.

Adesso puntiamo forte su Matri, che necessita di continuità e fiducia. Alessio ne ha annunciato l’utilizzo nella partita di stasera contro il Nordsjaelland. Sempre che l’inaspettata convocazione di Vucinic non faccia cambiare idea ad Antonio Conte. La partita contro i danesi, in Champions, potrebbe essere occasione ideale per restituire alla Juventus ed ai suoi tifosi il Matri visto nella sua prima parte di carriera a Torino. Ne avrebbero bisogno tutti, calcio italiano compreso.

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