thumbnail Ciao,

Tra i meriti del tecnico nerazzurro, anche quello di aver rivalutato e rilanciato elementi dati per 'bolliti' dopo il Triplete, oggi decisivi nella sua Inter.

Quanto c’è di Stramaccioni nella vittoria di Torino e nella resurrezione dell'Inter? Tanto, tantissimo. Il segnale che il mister ha dato alla squadra è stato di quelli forti: nessuno alla vigilia credeva veramente che si potesse presentare sul campo della prima in classifica, con tre punte, a giocarsela veramente. Mazzarri, per fare un esempio, non ha avuto il coraggio di farlo. Ha aspettato la Juventus e cercato di addormentare la partita. Stramaccioni l’ha aggredita.

Che, poi, se si va a vedere, non è stata una mossa esclusivamente offensiva: “Affrontare la Juve in questo modo – ha detto il tecnico nerazzurro – era il miglior modo possibile di farlo, quello che mi garantiva più equilibrio”. Anche perché, per inciso, Palacio e Milito hanno anche svolto un enorme lavoro in fase difensiva, andando a disturbare costantemente Pirlo al momento della costruzione del gioco.

L’idea che aveva in testa, è poi quella che puntualmente si è verificata: un centrocampo tosto e la fase offensiva demandata ai tre là davanti, in grado di creare più di un grattacapo nell’uno contro uno alla difesa bianconera. Esame di laurea superato.

In realtà, però, la svolta, più che tattica, è stata psicologica: “Noi siamo l’Inter e a Torino andiamo per vincere”, questo è il messaggio trasmesso verbalmente e fattivamente dall'allenatore ai suoi ragazzi.

LE COLONNE NERAZZURRE RILANCIATE DA STRAMA
Samuel Zanetti
Cambiasso Milito

E il fatto che i suoi piani si siano puntualmente verificati, non fa altro che accrescere la considerazione la credibilità del mister agli occhi del gruppo. Che, comunque, era già notevole: Strama li ha conquistati, entrando in punta di piedi, ma non per questo tradendo anche uno solo dei suoi principi, li ha plasmati, convinti e trascinati.

E’ arrivato dove altri avevano fallito, anche gente che gode di grande considerazione come Benitez o Gasperini. Il rischio era che lo spogliatoio ne facesse un sol boccone, ma non è stato così. Anzi, la rinascita di Cambiasso e Zanetti, dati per bolliti da tutti da tempo, ne è forse la testimonianza più evidente.

Loro sono i profeti di un Messia che ha indicato all’Inter la retta via, gli altri  - come adepti – la stanno seguendo con fede. Senza rischiare di essere eccessivamente blasfemi, quella contro la Juve è indiscutibilmente la “sua” vittoria.

Per assurdo, però, il difficile viene ora: Strama deve esser bravo a rigenerare le motivazioni, a non far calare la tensione, a far capire ai suoi ragazzi che l’Atalanta a Bergamo vale la Juve a Torino, proprio come fa lui quando – maniacalmente – prepara le partite alla vigilia. Solo così si può compiere l’ultimo miracolo…

Sullo stesso argomento