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I rossoneri partono malissimo con il 3-5-2 e chiudono in crescendo trascinati da Montolivo ed El Shaarawy, i migliori in campo. Sprazzi di luce su cui lavorare.

Un Milan a due, a tre, a quattro facce: ecco la versione del Diavolo di scena a Palermo. Allegri parte con un inedito 3-5-2. Dopo aver sdoganato la difesa a tre, l’allenatore va oltre e presenta un centrocampo a cinque, che mai si era visto nell’era berlusconiana. El Shaarawy gioca comunque largo, Pato è troppo solo ed apatico, i piedi buoni sono solo quelli di Montolivo e la squadra gioca bassa.

Se poi si aggiunge che è stato improvvisamente scongelato un Flamini assente dai campi di gioco da più di un anno, ecco spiegato il brutto primo tempo. E questa è la prima faccia. Certo è che i rossoneri non sono nemmeno fortunati. Un rigore, poco altro, ed il Milan è sotto.

Cambi di uomini ed ennesimo cambio di modulo. Entra Emanuelson, si torna al 3-4-3. La seconda faccia. Arriva però un tiro al sapore di 'Candreva', questa volta partito dal piede di Brienza ed il Palermo va sul due a zero. Ancora sostituzioni, fuori un Pato che dovrebbe prendere ripetizioni da El Shaarawy e difesa a quattro. Terza faccia, molto più bella delle prime due e Milan trasformato.

LA PARTITA | PALERMO-MILAN 2-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

PALERMO
13
4
46%
1
2
2

MILAN
16
8
54%
7
4
4

I rossoneri cambiano marcia, trovano un carattere inatteso e, a differenza di quanto successo contro la Lazio, c’è una grande reazione.

E’ vero che anche a Roma il Milan aveva 'rischiato' di pareggiare, ma in quel caso, i goal erano sembrati casuali e dovuti ad un calo netto della Lazio.

Questa volta il merito è tutto milanista. Anticipi dei difensori, bei recuperi dei centrocampisti e due gol che portano la firma dei due migliori giocatori in campo.

Un Montolivo capace di mettere in mostra una grande personalità ed un El Shaarawy che sta tenendo una media gol assolutamente strepitosa.

La quarta faccia è quella dopo il fischio finale. Una faccia più convinta di una squadra che sa di dover essere operaia, che sa che dovrà sempre soffrire ma consapevole di poter fare molto meglio, di poter ambire ad una classifica certamente migliore e di averne le possibilità. Fiducia e personalità.

Oltre ai gol è questo che più è mancato al Milan di questo inizio di stagione. Partite come quella di Palermo possono aiutare ad acquistarne.

Ora l’importante è fare tesoro degli errori e ripartire dalle cose buone che si sono viste. Non è facile, ma il Milan del secondo tempo, può farcela.

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