Di Natale conclude l'incredibile rimonta alla Roma proprio con il marchio di fabbrica di Totti, ma i bianconeri devono iniziare a giocare prima di non avere nulla da perdere.
Dopo venticinque minuti la gara di Roma era già bella che finita. Doppio Lamela, Udinese a casa. La squadra di Guidolin, questa stagione, era riuscita solo nella magica notte di Anfield a segnare più di due goal in una partita. I miracoli, si sa, non si ripetono. O forse sì?La risposta sta tutta nei restanti 65 minuti. L'undici di Zeman è vittima di uno dei consueti sdoppiamenti di personalità, si culla su un risultato già acquisito e sottovaluta un'Udinese troppo incerottata per far paura. Tuttavia avevano dimenticato che in campo c'è sempre lui, lo scugnizzo napoletano col numero 10 che per l'occasione aveva indossato il vestito più bello. "E pensa se je faccio er cucchiaio...", diceva Totti in un famoso spot pre-mondiale 2006. Di Natale ci ha pensato eccome, e proprio a casa del 'Pupone' decide di gustarsi una minestra da tre punti.
COSA VA - L'Udinese è capace di vincere ad Anfield ed all'Olimpico. L'Udinese è anche questa. Harakiri della Roma a parte, i ragazzi di Guidolin hanno dimostrato di avere i numeri e le capacità per imporsi su avversari anche più quotati. Di Natale rimane sempre un fattore, l'unico uomo capace di spostare gli equilibri e vincere le partite da solo. Insomma il top player, perchè è un appellativo che merita in pieno.
Tuttavia, nonostante la doppietta di Totò, quella di Roma è stata una vittoria di squadra. Figlia dell'atteggiamento giusto, con gli uomini giusti al posto giusto. Potremmo chiamarla impresa, ma le imprese sono episodi isolati. Adesso ci vuole costanza e consapevolezza di poter essere, se lo si vuole, una squadra efficace e concreta. Che non ha paura di nessuno.
COSA NON VA - Perchè bisogna essere schiaffeggiati prima di reagire? Perchè bisogna rimanere uno in meno o incassare due goal in meno di mezz'ora per iniziare a giocare a calcio come si deve? A queste domande dovrà rispondere Guidolin, chiamato liberare la squadra da qualsiasi blocco di carattere tecnico e soprattutto mentale.
Non è positivo imbastire una reazione e buttarsi in avanti solo quando non si ha nulla da perdere. L'Udinese spesso regala troppo, e solo dopo capisce di essere stato troppo generoso. Questo è un aspetto su cui lavorare, perchè la squadra pecca in sicurezza ed ha bisogno sempre di un input paradossalmente negativo per far bene. Perchè in questo modo non si capisce dove iniziano i meriti dell'Udinese e finiscono i demeriti degli avversari.
TOP&FLOP - Prestazioni coi fiocchi di Totò Di Natale: cinico, implacabile, rapace ed infine meravigliosamente sfacciato. Guidolin ha ancora fresco il ricordo del cucchiaio horror di Maicosuel in Champions, ma il capitano bianconero conosce perfettamente le regole del galateo e sa bene quando e come usare tale posata. Applausi per Badu, Domizzi ed Armero. L'esterno colombianoè tornato in sè, al punto di non voler nemmeno lasciare il campo al momento della sostituzione a otto minuti dalla fine.
Da rivedere Allan e Faraoni. Quest'ultimo, in particolare, fatica ancora ad inserirsi pienamente negli schemi di Guidolin. L'ex Inter si impegna, ma il suo contributo raramente riesce ad essere decisivo. Per quanto riguarda il brasiliano, il difetto maggiore è quello che non riesce ad essere costantemente presente nei meccanismi di gioco della squadra.
CONSIGLI PER IL MISTER - Il 'Guido' deve crederci di più. La sua influenza sulla squadra deve essere sempre positiva e mai arrendevole. I giocatori, soprattutto quest'anno, hanno bisogno di essere supportati ed incitati a fare bene. "Dopo i primi venti minuti non ci credevo più...", ha confessato Guidolin nel post-partita. Invece, evidentemente, doveva crederci. perchè 'crederci' deve essere la parola d'ordine in casa Udinese d'ora in poi. Partire sconfitti o col timore di scoprirsi non è tipico di questa squadra. Guidolin deve prendere il timone con decisione e seguire la rotta, anche col mare in tempesta.
FUTURO - La partita al Friuli col Catania è perfetta per capire se la sveglia è finalmente suonata. Non c'è tempo per rilassarsi. Mercoledì si torna in campo e Roma dovrà essere soltanto un lontano ricordo. Il morale alle stelle aiuterà a smaltire la stanchezza, ma contro un Catania agguerritto e ferito sarà importante cancellare dal vocabolario la parola passività. Che Udinese vedremo stavolta?
