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Nella Vecchia Signora che fatica a trovare il goal con i suoi attaccanti è il momento di puntare sul danese regalandogli una chance dal primo minuto.

Siamo tutti d’accordo: quando in estate si parlava di top player, mai ci saremmo immaginati che la Juventus, a fine mercato, avrebbe virato su Nicklas Bendtner. Siamo anche d’accordo sul fatto che se uno come Wenger, specialista nel lanciare talenti, ha deciso di non dare fiducia al danese, un benedetto motivo dovrà pur esserci. Siamo pure d’accordo sulla statistica, nuda e cruda, che dice che l’ex attaccante del Sunderland ha finora segnato in carriera 68 reti in 235 partite, numeri non degni di un centravanti di razza.

E però, è chiaro come l’attacco della Juventus si stia rivelando parecchio stitico. Tra Giovinco, Quagliarella, Matri e Vucinic, il totale dei goal segnati dagli attaccanti tra Serie A e Champions League è di 10. Numeri modesti, se paragonati a quelli degli attacchi di altre grandi squadre d’Europa e d’Italia. Il Dortmund, con la sola coppia Lewandowski-Reus, ha fatto 12 reti, e stesso numero di goal sono stati segnati dall’Inter, dove Cassano, Palacio, Coutinho e Milito hanno messo assieme 15 reti.

Fatte queste brevi ed evidenti valutazioni, la domanda che ci poniamo è la seguente: perché Conte, a questo punto, non concede una possibilità dal primo minuto a Bendtner? Una domanda che crediamo possieda tutti i crismi della legittimità. Ok, come detto sopra, il gigante scandinavo non è fuoriclasse in grado di decidere ogni partita da solo.

Tuttavia, far peggio degli attuali avanti bianconeri, è davvero difficile. Insomma, a Bendtner andrebbe data fiducia, almeno per poter capire se si tratta di un calciatore sopravvalutato ed effettivamente inutile – come in molti pensano – alla causa bianconera, o se davvero il suo apporto alla Juventus può risultare sorprendentemente positivo.

L'ESCLUSIVA | L'ORA DI BENDTNER
Bendtner-Juventus, nessun attrito: la Signora cerca nuovi goal e tira a lucido il danese, sta arrivando il suo momento...
Non trovano riscontro le voci di 'caso' per lo scarso impiego. Le difficoltà offensive della Juve avvicinano l'ora della maglia da titolare per l'ex Arsenal.
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Del resto, non è che il danese sia proprio uno scarpone, questo è bene ricordarlo. Non sarà certo Trezeguet, ma non è neppure Esnaider, giusto per citare un illustre rappresentante della galleria dei bidoni bianconeri. Chi l’ha detto che Nicklas non possa essere il complemento ideale per Mirko Vucinic? Bendtner ha caratteristiche importanti: è forte di testa, ha anche una buona tecnica, e ogni tanto qualche goal lo segna pure.

Quest’ultima frase potrebbe suonare come paradossale, quasi una sorta di provocazione. Ma ribadiamo quanto scritto finora: nelle presenze finora accumulate, gli attaccanti della Juventus non hanno certo evidenziato medie realizzative degne di chissà quale centravanti.

Ecco perché potrebbe essere questo il momento giusto, per Conte, per giocarsi la carta Bendtner. Anche perché il ragazzo ha una forte autostima, va dichiarando ai quattro venti di sentirsi all’altezza di fare il titolare alla Juventus. Certo, potrebbe essere questa un’affermazione un po’ borderline, al limite tra la presunzione e la sicurezza nei propri mezzi. Che, però, potrebbe essere trasformato in energia positiva da riversare sul rettangolo verde.

Andiamo per un attimo ad analizzare gli attaccanti presenti nella rosa della Juventus. Consideriamo Matri un ottimo centravanti, ma sembra essersi perso per strada, appare sfiduciato e per il momento, per una squadra che ha bisogno immediato di fare goal, non è certo il terminale ideale. Giovinco di possibilità ne sta avendo tante, la vivacità è di quelle evidentissime, la voglia di fare c’è anche, ma i risultati ballano tra (pochi) alti e (molti) bassi. E lo stesso Quagliarella ha alternato anche lui picchi altissimi di rendimento (vedi Chelsea e Chievo) a prestazioni totalmente anonime (vedi Napoli e Fiorentina).

Per cui, in questo momento, votiamo Bendtner e speriamo vivamente che Conte possa farci vedere di che pasta è fatto questo ragazzo. Sul quale ci sono delle certezze: ha qualità indiscusse, non segna molto, ed è un po’ matto. Chissà che, da tutto ciò, a fronte di un’adeguata iniezione di fiducia, non possa uscire un attaccante capace di dare alla Juventus una grossa mano. Il campo saprà dirci di più? Ai posteri (e a Conte) l’ardua sentenza…

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