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I rossoneri perdono anche in Champions: il ko ormai è diventato una consuetudine stagionale. A nulla serve il cambio di modulo varato da Allegri.

A tre, a quattro, con due mediani davanti alla difesa, tre punte, quattro, una sola con due ai lati, con il trequartista. Il Milan ha ormai esaurito e sperimentato tutti i moduli conosciuti su questo pianeta. Tanti cambiamenti, di tattica e di uomini, ma una sola constante, la sconfitta.

Delusione, rassegnazione, consapevolezza dei propri “non mezzi”. Difficile capire quale debba essere lo stato d’animo dei tifosi rossoneri di fronte ad una situazione che sta andando al di là di ogni più nera aspettativa. Difficile comprendere cosa possa ora passare nella mente dei giocatori, della società e di un Allegri che si scopre sperimentatore in una serata ed in un momento dove più che invenzioni servirebbero certezze, normalità e concretezza.

L’allenatore rossonero presenta una difesa a tre che non sembra avere molto senso contro una formazione come il Malaga che gioca senza un vero attaccante. Ok forse la difesa a tre è lo specchietto per le allodole…. il vero obiettivo è avere due laterali che mettano i famosi cross per Pazzini.

ANNUS HORRIBILIS MILAN
Milan-Sampdoria 0-1 (Serie A)
Bologna-Milan 1-3 (Serie A)
Milan-Atalanta 0-1 (Serie A)
Milan-Anderlecht 0-0 (Champions)
Udinese-Milan 2-1 (Serie A)
Milan-Cagliari 2-0 (Serie A)
Parma-Milan 1-1 (Serie A)
Zenit-Milan 2-3 (Champions)
Milan-Inter 0-1 (Serie A)
Lazio-Milan 3-2 (Serie A)
Malaga-Milan 1-0 (Champions)
Niente di tutto questo se uno dei due è un De Sciglio che paga l’inesperienza, anche se un paio di volte crossa bene, come Abate non è mai riuscito a fare negli ultimi due anni, e l’altro è un Constant che sembra essere il primo ad essere stupito della sua presenza in campo e del ruolo assegnatogli.

Perché non fare giocare Emanuelson a sinistra dal primo minuto? Chiedere ad un Allegri che forse, memore del fatto che gli olandesi sono i padri del calcio totale e dei giocatori universali, fa giocare Emanuelson in tre ruoli nella stessa partita. Scartando questa ipotesi rimane il tentativo di fare densità dietro per poi ripartire veloci in contropiede. Opzione sbagliata perché allora non si capisce l’utilizzo di un Pazzini che prova a fare almeno da boa, ma non gli riesce assolutamente.

La verità è che Allegri è in confusione, che l’organico del Milan non è all’altezza della situazione, il morale è a terra e rialzarsi sembra molto molto difficile.  I rossoneri hanno qualche velleità in Champions? Certo che no. Possono riuscire comunque a passare il turno? Ci sono ancora possibilità. In fondo il Milan è secondo e nel girone di ritorno avrà due partite in casa.

Non è questo però il punto e la classifica di Champions non può essere ad oggi un motivo per sorridere. I rossoneri non riescono a trovare la quadratura del cerchio, non sembrano essere una squadra e la buona volontà è la caratteristica migliore.

Andando sui singoli, il più positivo è ancora una volta El Shaarawy, mentre in venti minuti di gioco circa, sono forse due i palloni toccati da Pato e Bojan. Quando i cambi non servono, e quando il mercato “mancato” di gennaio e quello last minute di agosto non aiutano.

Punti, idee chiare e pochi fronzoli. C’è da salvare una stagione. Una stagione che dovrà servire come esempio negativo, che dovrà servire per capire quanti errori sono stati commessi e  per capire che improvvisando, senza campioni, senza soldi e senza idee, non si va molto lontano.

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