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Galliani ha ribadito la fiducia nel tecnico, che storicamente raccoglie il massimo dopo la pausa di ottobre: fondamentale per il Diavolo il recupero al top dei due centrocampisti

“La società non ha mai pensato di sostituire Allegri, abbiamo fiducia assoluta nel nostro allenatore. Con lui abbiamo fatto 162 punti, siamo quelli che hanno fatto meglio negli ultimi due anni”. Si aggrappa ai numeri Adriano Galliani, nel momento più difficile dell’era Allegri. Il Milan annaspa, la ‘resurrezione’ del Diavolo, attesa nel derby, non è arrivata. E all’orizzonte ci sono due sfide (quasi) da dentro o fuori, in campionato e in Champions, contro Lazio e Malaga, che potrebbero dire tanto o forse niente sul futuro del tecnico toscano.

“Comunque vada quella contro la Lazio non sarà l’ultima fermata di Allegri”, ha assicurato Galliani nei giorni scorsi, con tanta diplomazia. Perché è inevitabile pensare che in caso di sconfitta contro la squadra di Petkovic il countdown che separa Allegri dall’allontanamento possa repentinamente avvicinarsi alla conclusione.

La sensazione è che però in via Turati, per motivi di bilancio e d’immagine, si cercherà in tutti i modi di evitare di arrivare alla separazione con il tecnico: la speranza è che Allegri riesca a rimettere in carreggiata in Diavolo, puntando all’obiettivo minimo stagionale, l’accesso ai preliminari di Champions League, in attesa di affidare un progetto di rilancio a livello internazionale ad una nuova guida.

Guai però a dar per spacciate anzitempo le squadre di Allegri, che storicamente nel periodo che segue la sosta d’ottobre per gli impegni delle nazionali raggiungono la migliore condizione. Lo scorso anno, dopo una partenza simile (5 punti in 5 partite), il Milan infilò in campionato una striscia positiva di 12 partite, fatta di 10 vittorie e due pareggi, interrotta solo a gennaio con la sconfitta nel derby. Nella stagione precedente, la prima di Allegri sulla panchina rossonera, nelle dodici gare dopo la pausa arrivarono 9 vittorie, un pareggio e due sconfitte.

ALLEGRI DIESEL, IN RIMONTA DOPO LA SOSTA
2010/11 2011/12
vs Chievo 3-1
vs Napoli 1-2
vs Juventus 1-2
vs Bari 2-3
vs Palermo 3-1
vs Inter 0-1
vs Fiorentina 1-0
vs Sampdoria 1-1
vs Brescia 3-0
vs Bologna 0-3
vs Roma 0-1
vs Cagliari 0-1

9 Vittorie, 1 Pareggio, 2 KO
vs Palermo 3-0
vs Lecce 3-4
vs Parma 4-1
vs Roma 2-3
vs Catania 4-0
vs Fiorentina 0-0
vs Chievo 4-0
vs Genoa 0-2
vs Bologna 2-2
vs Siena 2-0
vs Cagliari 0-2
vs Atalanta 0-2

10 Vittorie, 2 Pareggi

Nella rimonta dello scorso anno, oltre ad Ibrahimovic, ebbero un peso notevole le prestazioni devastanti di Nocerino e Boateng, due pedine che Allegri ha assoluto bisogno di rigenerare. Non a caso già contro la Lazio potrebbe essere accantonato il 4-2-3-1 per ripresentare il collaudato 4-3-1-2, modulo che probabilmente meglio si addice alle caratteristiche dei due, tra i più deludenti in questi primi due mesi di campionato.


Boateng deve tornare alla spada, non sentirsi un fiorettista
Boateng ha bisogno di scrollarsi di dosso il peso della numero 10, che anzichè stimolarlo lo ha imborghesito, portandolo alla costante quanto vana ricerca della giocata ad effetto, del numero spesso fine a se stesso. Forza, potenza, imprevedibilità: il vero Prince non è certo la versione grigia e impalpabile vista fin qui, e l’infortunio alla mano, per quanto fastidioso, non può rappresentare un alibi. Il ‘Boa’ deve tornare alla spada, non è questo il momento giusto per sentirsi un fiorettista.

Discorso diverso per Nocerino, che con il passaggio al 4-2-3-1, dopo un maldestro tentativo di piazzarlo sull’ala, è finito in panchina: l’ex palermitano, se accompagnato da una buona condizione fisica, resta un elemento fondamentale per il centrocampo rossonero, in quanto sa svolgere le due fasi, rendendosi efficace sia in copertura che in fase propositiva, senza dimenticare l’innata carica agonistica, che lo rende un potenziale leader se non tecnico per lo meno carismatico di questo Milan, ancora in cerca di nuovi punti di riferimento.

Gli mancano le reti, arrivate con frequenza inusuale lo scorso anno: difficilmente riuscirà a tornare in doppia cifra, ma può ancora togliere le castagne di fuoco in tante occasioni. Tenerlo fuori è un lusso che probabilmente oggi Allegri non può permettersi, visto il mal di goal che affligge il Diavolo e gli scricchiolii della sua panchina…


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