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L'attaccante della Juventus ha disputato una gara parecchio deludente in Armenia, continuando a rivelarsi inoffensivo con addosso la maglia Azzurra.

Bocciato. E' questo il parere unanime che la stampa italiana ha riservato a Sebastian Giovinco dopo la deludente prestazione offerta dall'attaccante della Juventus contro l'Armenia. Una serata storta capita a tutti, per carità, ma nel caso specifico non si tratta certo della prima.

Quello raccolto ieri a Yerevan è stato, per la 'Formica Atomica', il 13° gettone di presenza in Nazionale maggiore. Di goal, però, neanche l'ombra. E a chi glielo ha fatto notare, nel dopogara, il 25enne piemontese ha girato l'invito a valutare un calciatore dalle prestazioni e non solo dai goal. Consiglio saggio, indubbiamente, ma che forse non aiuta Giovinco a portare acqua al proprio mulino.


Anche in Armenia, Giovinco stecca  in maglia azzurra
Digiuno da goal a parte, infatti, Giovinco continua a dimostrarsi inoffensivo con addosso la maglia Azzurra. Tanto agli Europei quanto in occasione delle più 'facili' gare di qualificazione, il numero 12 della Juventus è parso quasi allergico alla maglia della Nazionale, già un po' indigesta anche ai tempi dell'Under 21.

La prestazione offerta ieri in Armenia, senza giri di parole, è stata deludente. Ancor più deludente, poi, è stata la reazione nel post-gara. Giovinco, che ha spesso rivelato di voler ispirarsi a Del Piero, dall'ex capitano della Juventus sembra non aver ereditato nè le qualità sul campo nè l'umiltà fuori. Dopo non averne azzeccata una in 60 minuti, l'ex giocatore del Parma avrebbe fatto una figura migliore accettando le sacrosante critiche a fine gara piuttosto che replicare stizzito.

El Shaarawy, entrato al suo posto, in mezzora è riuscito a farsi notare decisamente di più e ciò non depone certo in favore di Giovinco.

I NUMERI DI GIOVINCO
IN NAZIONALE
13 Le presenze in Nazionale maggiore
0 I goal in Nazionale maggiore
20 Le presenze in Under 21
1 I goal con l'Under 21
Sebbene nessuno metta in dubbio le sue qualità, se 'SuperSeba' dovesse essere valutato soltanto dal rendimento in Azzurro, probabilmente la sua valutazione sarebbe dimezzata.

Il calcio italiano non sta certo vivendo uno dei momenti più luminosi della propria storia, basti pensare che esattamente 10 anni fa, in occasione dei Mondiali di Corea&Giappone, Giovanni Trapattoni poteva contare su un parco attaccanti composto da Francesco Totti, Christian Vieri, Filippo Inzaghi, Alessandro Del Piero e Vincenzo Montella, tutti al top della carriera. Insomma, diciamolo pure: in altre epoche un Giovinco la Nazionale l'avrebbe vista soltanto in tv. Accettare le critiche e provare a migliorarsi sarebbe un'ammirevole presa di coscienza da parte di chi ha avuto una grande occasione e non è ancora riuscito a sfruttarla a dovere.

Allergia alla maglia azzurra, dicevamo. Secondo qualcuno, invece, l'allergia è da estendere alla 'sindrome da big'. Anche alla Juventus, infatti, eccezion fatta per la doppietta nel finale della goleada di Udine a parte e per il sigillo 'inutile' nei minuti di recupero contro la Roma, Giovinco non è ancora mai stato decisivo, steccando clamorosamente la 'notte delle notti' a 'Stamford Bridge'.

Se vorrà dimostrare di non essere 'una stella per una piccola', ma un giocatore in grado di far bene anche tra i grandi, Giovinco dovrà dimostrare di più. E soprattutto, riconoscere la qualità - scarsa - di alcune sue prestazioni. Riconoscere i propri errori è il primo passo verso il miglioramento, diceva qualcuno...

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