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Più ombre che luci dalla Nazionale vista in Armenia. Si salva il risultato e poco altro, troppa sofferenza contro una squadra di caratura tecnica inferiore.

Apprezziamo Prandelli e crediamo che sia intellettualmente onesto, ma ci sta anche di non essere d'accordo con lui. Dire che in Armenia la Nazionale ha fatto una grande partita, ci sembra decisamente eccessivo.

Buonina, a nostro modesto parere. Anche perché, sinceramente, non è che avessimo di fronte il Brasile, nonostante là dietro, a tratti, eravamo talmente preoccupati che quasi abbiamo creduto di trovarci di fronte Neymar e Messi camuffati in maglia rossa.

Abbiamo sofferto tanto, dietro. Troppo, checché ne dica Prandelli, che l'ha definito il giusto. Sarebbe stato il giusto se – come dicevamo – l'avversario fosse stato di livello. Una squadra che a centrocampo ha gente come Pirlo, Marchisio e De Rossi, non può e non deve patire l'Armenia.

Soprattutto se, come accaduto all'Italia, vai in vantaggio in avvio e, poi, avresti bisogno del pallottoliere per contare le occasioni da rete concesse da una difesa in stile oratoriale.

LA PARTITA | ARMENIA-ITALIA 1-3

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

ARMENIA
8
6
41%
10
5
0

ITALIA
16
8
59%
3
2
11

E, anche se non riesci ad arrotondare, grazie all'esperienza e alle qualità tecniche, la gara la devi sempre controllare. Se non ce la fai, significa che qualcosa (e pure qualcosa di più) non ha funzionato. E ammetterlo non è un peccato mortale.

Marchisio, ad esempio, che è mancato in fase offensiva ma anche in copertura. Col bianconero fuori dal gioco e i due terzini molto alti, Bonucci e Barzagli hanno mostrato tutte le loro lacune nell'uno contro uno di fronte ad avversari veloci e dimostrato perché Conte abbia preferito (o forse sia stato  costretto) a mettersi a tre dietro. Una soluzione che, forse, dovrebbe rivalutare anche Prandelli, giusto per soffrire un filo meno.

Ci sono stati anche segnali positivi: il ritorno al goal di De Rossi e la sua buona prestazione, la rete del compagno di club Osvaldo (anche se la sua prestazione non è stata altrettanto positiva), l'ottimo Maggio che dobbiamo ringraziare per il salvataggio sulla puntuale dormita di Bonucci, ma soprattutto un Montolivo convincente dal punto di vista tecnico-tattico (e questa non è una sorpresa), ma anche da quello caratteriale (e questa invece è una notizia positiva finalmente).

Chissà che la gara in Armenia non possa illuminare anche Allegri: Riccardo nel ruolo di “trequartista ombra” (con un interditore in più) potrebbe nascondere qualcuno dei tanti problemini in casa rossonera...

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