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Prandelli ha lasciato a casa Cassano, puntando ancora su Balotelli che certo non ha fatto meglio del barese. A lui, Verratti e altri giovanissimi è affidato il futuro dell'Italia.

La “nuova” Italia di Prandelli assomiglia tremendamente a quella vecchia. Il tanto auspicato, e anche sbandierato, rivernissage azzurro, pare che sia valso solo per Cassano. “Non lo convoco perché lo conosco e punto sui giovani”. Come a dire che Gilardino non sia stato un suo giocatore per anni e sia ancora un “pistolino”.

Dietro alla non convocazione di Fantantonio, naturalmente, c’è dell’altro e non necessariamente qualcosa di losco. In nerazzurro, infatti, ha fatto benino, ma non ancora qualcosa di indimenticabile. Una porta socchiusa e non blindata insomma? Lo capiremo presto.

Di certo, però, ha fatto più di Balotelli, al quale la Nazionale dà una vetrina oscurata finora al Manchester City. Ad essere sinceri, l’inizio di campionato di SuperMario non giustificherebbe la sua convocazione, ma là davanti – ahinoi – da qualche parte bisognerà pur cominciare.


Cassano resta a casa: ma ha fatto meglio di Balotelli
Riesumato Gilardino, e con gli acerbi El Shaarawy e Destro, con Giovinco che nella Juve non è ancora riuscito a confermare le prestazioni di Parma, non è che al povero Cesare restasse poi molto materiale. E questo, probabilmente, è anche il maggior problema di questa squadra. Dei bianconeri, insomma, questa ItalJuve ha anche i difetti: le manca un uomo che faccia reparto da solo là davanti, che funga da appoggio, ma che sia anche abile realizzatore.

Quell’uomo potrebbe effettivamente essere Osvaldo, ne ha le caratteristiche, anche se per diventare leader gli manca ancora una dote fondamentale: la continuità. Un’altra, quella della personalità, andrebbe invece incanalata nella maniera giusta, ma su questo ci starà certamente lavorando Prandelli. Con Osvaldo riferimento centrale, Balotelli può riprendere ad agire largo, senza dare troppi punti di riferimento agli avversari. Pur avendo la struttura fisica del centravanti, infatti, SuperMario preferisce partire lontano dalla porta, guardarla piuttosto che giocarci di spalle, perché è così che può diventare immarcabile.


Verratti, El Shaarawy, Destro: le speranze della nuova Italia
Non che come prima punta abbia fatto male, basta ricordarsi la gara contro la Germania agli Europei, ma questo ci porta ad un vecchio assunto: se solo volesse, potrebbe fare quello che vuole e lo farebbe maledettamente bene. Ma questa, come detto, è un’altra storia. L’altro nodo da sciogliere per Prandelli è quello del centrocampo: sarà ancora 4-3-1-2? E quell’uno dietro le punte, nella sua formazione ideale, è Montolivo o piuttosto Verratti? Considerando il suo stato di forma, rinunciare al talento dell’ex pescarese - e ricordandoci le difficoltà di Montolivo nel ruolo di trequartista che non gli appartiene (essendo lui più un interno) - potrebbe essere un delitto.

Ecco, forse questi due match dovranno dirci se la “giovine Italia” di Prandelli avrà un futuro. Le risposte dovranno darle soprattutto Verratti e Balotelli. E, probabilmente, è proprio da quelle risposte che dipenderanno i nostri sogni…