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Domani contro la Svezia in palio i playoff per l'Europeo di categoria. La truppa di Mangia ha tutto per poter ripercorrere le orme delle Under 21 vincenti del passato.

Cinque successi tra il 1992 e il 2004, solo Spagna (1998) e Repubblica Ceca (2002) si sono permesse di interrompere il dominio italiano nell'Europeo Under 21. Una sorta di giardino di casa, dove uno dopo l'altro sono sbocciati tanti campioncini in erba: Pirlo, Del Piero, Totti, Nesta, De Rossi, Gilardino, Gattuso, Abbiati, Panucci, Tacchinardi, Toldo, Fabio Cannavaro, Filippo Inzaghi e Bobo Vieri solo per nominare i più famosi.

Poi il buio: nel 2006 in Portogallo e nel 2007 in Olanda gli Azzurrini non superarono il girone, nel 2009 la Germania di Ozil fermò Acquafresca e compagni in semifinale, mentre nel 2011 venne toccato il punto più basso, con la qualificazione mancata alla fase finale (per la prima volta nella storia), quando i ragazzi di Casiraghi vennero fatti fuori dalla Bielorussia, brava a ribaltare lo 0-2 di Rieti con un sonoro 3-0 nel ritorno di Borisov.

FORMAZIONI A CONFRONTO
L'ITALIA CAMPIONE NEL 1996

Pagotto

Fresi

Panucci - Cannavaro - Galante - Nesta

Ametrano - Brambilla - Tommasi

Amoruso - Totti



L'ITALIA CAMPIONE NEL 2000

Abbiati

Grandoni - Zanchi - Cirillo - Coco

Gattuso - Zanetti - Baronio

Pirlo

Ventola - Comandini



L'ITALIA CAMPIONE NEL 2004

Amelia

Bonera - Barzagli - Bovo - Moretti

Mesto - Palombo - De Rossi - Donadel - Sculli

Gilardino



LA PROBABILE ITALIA ANTI-SVEZIA

Perin

Sampirisi - Romagnoli - Caldirola - De Sciglio

Florenzi - Viviani - Marrone

Borini - Immobile - Insigne

Come una Fenice, dalle sue ceneri è rinata un'Italia che fa sognare. Un applauso va a Ferrara prima e Mangia adesso, ma non ci sono dubbi che il materiale su cui lavorare è di primissima qualità. Basti pensare che contro la Svezia, Mangia deve rinunciare a Balotelli, El Shaarawy, Verratti e Destro, 'prestati' a Prandelli, e tra i convocati ci sono ragazzi come Perin, Insigne, Gabbiadini, Borini e De Sciglio che hanno già assaporato l'Italia dei grandi.

Mai nessuna Under 21 del passato, comprese quelle vincenti di Maldini, Tardelli e Gentile, poteva contare su così tanti talenti già in orbita nazionale maggiore. E se ai sopracitati ci aggiungiamo il romanista Florenzi, lo juventino Marrone, il genoano Immobile e l'interista (in prestito all'Espanyol) Longo, ecco che il futuro del nostro calcio non appare poi così nebuloso.

A livello tecnico la più forte rimane l'ultima Nazionale di Maldini, che nel 1996 vinse l'Europeo per la terza volta di fila. Quella squadra poteva contare su giocatori del calibro di Totti, Panucci, Nesta, Cannavaro e Tacchinardi, mentre Vieri e Del Piero stesero il Portogallo nei quarti e regalarono ai compagni la semifinale con la Francia prima di aggregarsi alla nazionale maggiore per disputare gli Europei.

Una nidiata incredibile, basti pensare che un 17enne Buffon faceva panchina a Pagotto, eroe della finale di Barcellona contro la Spagna (vinta ai rigori) che si perse anni dopo tra le piste di cocaina.

Quattro anni dopo la squadra che trionfò in Slovacchia in finale contro la Repubblica Ceca girava tutta intorno al 21enne Pirlo, che ai tempi giocava ancora rifinitore. Tardelli gli diede le chiavi del gioco e lui ringraziò con un gol all'Inghilterra all'esordio e una doppietta in finale.

Attorno a quello che sarebbe diventato il più forte regista del mondo, spiccava la grinta di Gattuso, mentre in porta un giovane Abbiati faceva le prove generali per diventare uno dei migliori portieri italiani. E gli altri? Buoni comprimari, come i vari Grandoni, Zanchi, Comandini e Ventola che, una volta cresciuti, non sono esplosi come i loro illustri colleghi.

L'ultima gioia del 2004 è targata Claudio Gentile. E' la Under 21 che consacra De Rossi, che lancia in orbita Gilardino (miglior cannoniere di sempre con 19 centri) e che dà visibilità ad altri due campioni del mondo, Barzagli e Zaccardo. Un grande gruppo, che in finale schianta 3-0 la Serbia-Montenegro, ma nemmeno paragonabile in quanto a tasso tecnico agli Azzurrini di Mangia.

Insigne e compagni, ricoperti di elogi da più parti, devono ora far parlare il campo e non sbagliare la doppia-sfida con la Svezia per guadagnarsi le fasi finali della prossima estate in Israele. Scherzo del destino, proprio con la squadra scandinava nel 1992 Cesare Maldini vinse il primo Europeo di categoria. Ai Mangia Boys non resta che chiudere il cerchio nel migliore dei modi.

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