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Non più solo i proverbiali inserimenti offensivi, ma anche una presenza nel vivo del gioco sempre più massiccia ed incisiva: Mazzarri può godersi un Hamsik ormai maturo al 100%.

Come tutti sapranno, Marechiaro non è soltanto il nome di uno splendido quartiere di Napoli, ma è anche l'appellativo del 'faro' della squadra di Walter Mazzarri. Marek Hamsik, la 25enne stella di Banská Bystrica, è più che mai il punto di riferimento del Napoli 2012-13. 'The Man', direbbero gli inglesi. Quest'anno lo slovacco sta vivendo finalmente la stagione della consacrazione.

Già 3 goal in 7 gare di campionato, ma soprattutto una presenza sempre più incisiva nel cuore della manovra azzurra. Giunto alla sua sesta stagione partenopea, il luminoso Marek si è deciso a fare con continuità ciò che aveva sempre, o quasi, mostrato a sprazzi. Il suo talento, partita dopo partita, si sta sprigionando in tutto il suo fulgore. Centrocampista unico per caratteristiche lo è sempre stato, e non sempre in positivo.

'Si eclissa dalla manovra', 'Si nasconde dietro quei 7-8 goal che fa ogni anno', 'Non ha personalità': in questi anni il talentuoso Hamsik se n'è sentite dire di tutti i colori. Bravo e stimato fin dal suo arrivo a Napoli, ma anche terribilmente discontinuo, tanto da far venire dei dubbi sul suo reale valore, almeno se commisurato a quello dei grandissimi. E invece la marcia verso il grado di campione sembra ormai esaurita, grazie ad un avvio di stagione oggettivamente scintillante.

UNA PARTENZA DA LEADER
 
VS PALERMO
VS FIORENTINA
VS PARMA
VS CATANIA
VS LAZIO
VS SAMPDORIA
VS UDINESE

C'è il suo piede, indifferentemente destro o sinistro, a dare il là ad ogni azione del Napoli, con efficacia pari all'eleganza con cui danza sul terreno di gioco. E' lui, assieme al magnifico Cavani e a qualche sprazzo di Pandev, l'arma più insidiosa del gruppo Mazzarri. Ma è lui, più di tutti, che comanda il gioco. Il 'Marekiaro' di quest'anno è come se giocasse in pantofole. E' uno spettacolo per gli occhi vederlo avanzare in campo, come un Lampard in salsa slovacco-partenopea, dispensando calcio senza rinunciare ai suoi proverbiali inserimenti offensivi.

'Sa fare solo quelli', dicevano i suoi detrattori più accaniti fino a neanche moltissimo tempo fa. Nelle sue giornate 'lunatiche', era vero, forse. Ma questo Hamsik non si può discutere. C'entra, ma fino ad un certo punto, il nuovo ruolo. Ne ha cambiati un po', in verità: prima trequartista in linea con Lavezzi nel 3-4-2-1, poi interno sinistro (come ai tempi di Reja) in un 3-5-1-1, infine rifinitore nel 3-4-1-2. Numeri, freddi numeri che non spiegano tutto, e che non bastano ad illustrare la felice metamorfosi di questo fantastico centrocampista atipico.

La scorsa estate sembrava ad un passo dal Milan, convinto di aver trovato in lui la mezzala sinistra dei sogni, ma l'opposizione di De Laurentiis (“Per me Marek è come un figlio”, ha detto più volte il patron) fece saltare tutto. Mazzarri, al solo pensiero, avrebbe fatto harakiri. Perchè toccategli tutti, ma non Hamsik, ritenuto un elemento imprescindibile per la squadra fin dal suo arrivo sulla panchina azzurra. Il tecnico ha sempre difeso il suo pupillo, anche nelle giornate di luna storta, anche quando gli avrebbe fatto bene un po' di riposo.

Dopo la sosta sarà tempo di sfidare la Juventus, che qualche anno fa considerava lo slovacco come il nuovo Nedved. Alla Vecchia Signora, Hamsik rifilò una memorabile doppietta, in quella serata del 31 ottobre del 2009. E' stata l'ultima affermazione del Napoli a Torino (nel vecchio stadio...), dopo ventuno, lunghissimi anni di attesa.

L'ultimo faccia a faccia, al contrario, è stato amarissimo per i colori azzurri: 11 agosto, Pechino, una Signora tutta grinta castiga un Napoli svagato in difesa e a dir poco indispettito dalla discutibile direzione di Mazzoleni. Veleni, polemiche, slealtà assortite: un cocktail che non vorremmo assolutamente gustare, il prossimo 20 ottobre alle 18. Prodezze, solo prodezze, al contrario: di calciatori come Marek Hamsik, il nuovo 'Re Mida' di un Napoli che non ha più paura di nessuno.

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