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Il Milan gioca bene, ha tantissime occasioni ma non riesce a segnare. C'è da cambiare marcia al più presto, a tutti i costi.

Pronti via ecco il gol dell’Inter. Passa poco e Milito, grazie ad un regalo di Abbiati, ha un’altra opportunità. Finisce così la partita dei nerazzurri ed inizia quella del Milan. I rossoneri giocano bene, hanno un nettissimo possesso palla, vanno infinite volte alla conclusione ma la palla non entra.

Il Milan perde un derby che avrebbe meritato di vincere. Questo il punto di partenza di un’analisi che deve tenere conto degli errori al tiro della squadra di Allegri ma anche di quelli della terna arbitrale. Partendo da quest’ultimo punto c’è da segnalare una serata certo non positiva per Valeri ed i suoi collaboratori.

LA PARTITA | MILAN-INTER 0-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

MILAN
17
5
60%
6
4
3

INTER
7
4
40%
2
3
2

Decisioni discutibili hanno danneggiato il Milan e l’espulsione di Nagatomo è sembrato un tentativo di recuperare al mancato allontanamento di Juan Jesus ed al gol annullato ad un Montolivo finalmente positivo. I sei arbitri possono certamente fare meglio. Tornando al calcio giocato il Milan dovrà riflettere e rammaricarsi. Parate di Handanovic? Vicine allo zero. Conclusioni rossonere? Una ventina.

Questi numeri parlano di un problema di mira, di concretezza, di cattiveria. Il calcio ha delle regole semplici. Una delle più elementari è che vince chi segna più gol. I rossoneri potranno consolarsi con la bella prestazione ma sicuramente questo non potrà restituire i tre punti persi.

Urge allenamento nel calciare in porta con straordinari per un Boateng lontano parente di quello micidiale visto soprattutto nella prima stagione rossonera. Non c’è poi cosa peggiore della frustrazione per annebbiare la vista e per far diventare la porta piccolissima. Venti metri quadrati non sono molti in rapporto al campo, ma visti da dentro i sedici metri sono tantissimi.

Venti metri quadrati è circa l’area di una porta che per il Milan è apparsa stregata, difficile da colpire, da centrare, quasi come se, tirando forte, gli si potesse fare male. Un peccato dover criticare i giocatori rossoneri che tanto bene hanno fatto in difesa, nel recupero palla, nel possesso palla e nella costruzione del gioco.

Un peccato che però va commesso perché, come si diceva prima, il giocare bene non può prescindere dal fare goal. Il giocare bene vuole dire marcare bene, passare bene, dribblare bene, smarcarsi bene, ma anche e soprattutto calciare bene. Se tutte queste componenti non vanno a braccetto qualche cosa nella prestazione non è andato. La situazione ora è difficile.

Meno dodici da Juve e Napoli ed un più preoccupante meno otto dalla zona Champions. Sette punti e soli sette gol in sette partite. Sembra il numero dei sottotitoli di televideo. Dei sottotitoli che parlano di un Milan che deve cambiare marcia e farlo in fretta.

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