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Stasera a 'San Siro' è la serata del derby: Milan e Inter si sfidano per provare a dare una svolta alle rispettive stagioni.

Paradossalmente, domenica sera si incontreranno due squadre completamente “nuove”. Se alla vigilia dell’inizio del campionato avessimo immaginato che, al derby, dopo poco più di un mese di campionato, avremmo visto un’Inter con la difesa a 3 e un Milan senza rombo offensivo, probabilmente saremmo stati considerati visionari. Eppure…

4-2-FANTASIA

Come ai tempi di Leonardo, Allegri ha risposto alle difficoltà attaccando. Di solito si tende a coprirsi, ma il tecnico rossonero ha fatto l’esatto contrario: il 4-2-3-1 delle ultime uscite ha consacrato il Faraone e dato quadratura alla squadra. Almeno dal punto di vista offensivo, perché a centrocampo Montolivo e De Jong fanno quello che possono e spesso sono costretti a soccombere davanti agli assalti avversari, costantemente in superiorità numerica. Qualora Allegri dovesse riproporre questa soluzione, sarà fondamentale la disponibilità al sacrificio degli esterni, che in fase difensiva devono ricomporre necessariamente un reparto a 4 (di per sé comunque in inferiorità numerica rispetto ai 5 centrocampisti che probabilmente Stramaccioni presenterà). Davanti, l’ipotesi di non dare un punto di riferimento (Pazzini) ma di puntare sull’imprevedibilità (Bojan), sulla carta potrebbe essere un’arma contro la statica difesa nerazzurra. Il trio Ranocchia-Samuel-Juan si ritroverebbe a marcare un solo avversario (e a volte nessuno vista la sua tendenza dello spagnolo a decentrarsi, venendo attaccati da tutte le parti dai furetti rossoneri).

COME LA JUVE

I nerazzurri sembrerebbero intenzionati a schierarsi col modulo di “moda”, quello sdoganato da Mazzarri e poi pubblicizzato da Conte: un 3-5-2 che garantisce compattezza, pressing, concede pochi spazi all’avversario e consente di ribaltare velocemente il gioco grazie ai tanti centrocampisti pronti all’inserimento. Uno fra tutti, Guarin, che potrebbe veramente rappresentare la chiave tattica della partita. L’altra, potrebbe essere Coutinho (o Alvarez) qualora Stramaccioni mettesse da parte la prudenza (o almeno a partita in corsa). Un giocatore in grado di partire largo per poi accentrarsi e giocare dietro la linea dei centrocampisti rossoneri, o costringere un centrale ad uscire. E’ sulle fasce che l’Inter può vincere (o perdere) la partita: Cassano sulla sinistra, da dove ama partire, può puntare Abate (e se dovesse riuscire a saltarlo saranno guai…). Da capire, invece, quale copertura intenderà prevedere il mister nerazzurro per El Shaarawy, vero spauracchio rossonero. Jonathan potrebbe soffrirne la velocità, Nagatomo la sua mobilità e la sua tendenza ad accentrarsi. Sarebbe bello vedere una sfida con Zanetti: il Capitano, nonostante l’età, difficilmente si salta in velocità…

VISTI DA NOI

Mai come quest’anno ipotizzare la formazione è un gioco a perdere. Tante le incognite, la pretattica a farla da padrone e notizie attese dall’infermeria che potrebbero cambiare le carte in tavola a poche ore dall’inizio del match, così come le scorie delle partite di coppa appena disputate. Ci divertiamo con una lavagna tattica, cercando anche di trovare qualche mossa a sorpresa che possa destabilizzare l’avversario.

Fossimo sulla panchina dell’Inter, non rinunceremmo a Gargano e, questo, ci consentirebbe anche di spostare il Capitano sulla fascia. Partiremmo con una formazione più prudente in avvio, per giocarci la carta Alvarez/Coutinho nella ripresa se necessario. Se, invece, la partita si mette già bene, Palacio potrebbe rappresentare il jolly da giocarsi per chiuderla definitivamente. Il Milan ha bisogno di filtro a metà campo e per fare questo la soluzione potrebbe essere Ambrosini o Nocerino al fianco di De Jong.

Così facendo, però, i rossoneri demanderebbero l’azione d’attacco esclusivamente al reparto offensivo, senza avere nessuno in grado di innescarlo. Perché non pensare di avanzare Montolivo? Potrebbe essere la mossa che spiazza l’avversario e l’ex Fiorentina potrebbe fare da raccordo tra centrocampo e attacco. Davanti, partiremmo con Bojan per non dare punti di riferimento e ci giocheremmo la carta Pazzini eventualmente a partita in corso. A sinistra, ovviamente, il Faraone. E a destra? Nel nostro Milan ideale Boateng c’è sempre, anche partendo largo può spezzare la partita.

Ecco le nostre formazioni:

MILAN (4-2-3-1): Abbiati; Abate, Bonera, Zapata, Antonini; De Jong, Nocerino; Boateng, Montolivo, El Shaarawy; Bojan.
INTER (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan; Zanetti, Guarin, Gargano, Cambiasso, Nagatomo; Cassano, Milito.

Che ne dite?

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