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L'italo-egiziano da una parte, l'argentino dall'altra, sono gli attesi protagonisti della stracittadina milanese. Il giovane rossonero a confronto con l'uomo derby per eccellenza.


"Sarà il derby di El Shaarawy da una parte e di Milito dall'altra"
Il derby in programma domani sera allo stadio Giuseppe Meazza di Milano avrà due volti: quello rossonero di El Shaarawy e quello nerazzurro di Diego Milito dall'altra.

Giocatori che per le rispettive squadre sono molto più di due semplici attaccanti, in quanto veri e propri punti di riferimento da cui Allegri e Stramaccioni non possono assolutamente prescindere.

El Shaarawy è una delle pochissime note liete di questo inizio di campionato rossonero. Cinque goal segnati in poco meno di due settimane rispecchiano pienamente il momento che sta vivendo l’italo-egiziano, ennesimo giocatore portato a Milanello dall'asse Genova-Milano.

Il giovane ‘Faraone’ è infatti di scuola Genoa, società nella quale ha militato a livello giovanile sino al 2010, quando si è trasferito a Padova per affrontare la prima esperienza professionistica da titolare. Poi la chiamata del Milan, una di quelle offerte che non si possono rifiutare per nessuna ragione al mondo, tanto meno se si hanno i numeri ed il carattere di questo giovane ormai già nell'orbita della nazionale di Prandelli.

L'attaccante dalle origini egiziane non ha però brillato subito, complice anche l'arrivo in un momento di grande confusione in casa Milan: ma già adesso è rimasto ben poco di quel timido e impacciato giocatore visto arrancare nella scorsa stagione.

La versione 2.0 di El Shaarawy è di quelle che fanno strabuzzare gli occhi a tecnici e direttori sportivi di tutto il mondo, perché un talento così si vede raramente sul rettangolo di gioco.

Nelle ultime due settimane Stephan ha distribuito giocate da fuoriclasse una dopo l'altra, segnando ben cinque gol tra Udinese, Cagliari, Parma e Zenit e togliendo non poche volte le castagne dal fuoco al ‘Diavolo’ rossonero.

Anche in Champions League, contro lo Zenit San Pietroburgo, il numero 92 rossonero ha confermato tutto ciò che di buono aveva già dimostrato in questo inizio di campionato, timbrando il cartellino valido per il primo gol europeo della sua carriera: un mix di tecnica, velocità e forza fisica che soltanto i veri "top player" possono vantare di avere.

Tutto questo a 20 anni ancora da compiere, meritandosi il titolo di più giovane marcatore nella storia europea rossonera, un club che può decisamente dire di aver vinto molto più di 'qualcosa' al di fuori della penisola italiana.

Adesso, però, arriva il bello. Perché se per un italiano è già difficile affermarsi nel campionato nostrano (Verratti docet), confermarsi è una sfida tanto intrigante quanto complicata.

El Shaarawy si appresta a vivere il suo primo derby da protagonista, consapevole di avere tutta la pressione mediatica addosso, compresa quella di Allegri, perché ai box scalpitano i rientranti Pato e Robinho, e questo sarà un test importante per vedere se il ‘Faraone’ ha gli attributi per trascinare i propri compagni come soltanto i più grandi  sanno fare.

Insomma, la 'Curva Sud' spera finalmente di aver trovato un nuovo Shevchenko, ma la strada da percorrere è lunga, impervia e piena di ostacoli, a iniziare proprio dalla partita di domenica sera.


"In casa nerazzurra Diego Milito è l'uomo derby per eccellenza"
Spostandoci sull'altra sponda di Milano, i tifosi nerazzurri possono fare invece affidamento sull'usato sicuro rappresentato da Diego Milito, combattente di mille battaglie ed uomo derby per eccellenza.

Due triplette realizzate con le maglie di Genoa e Inter, sei goal segnati sino adesso ai rossoneri, vittime preferite dell'argentino che, stranezze della sorte, indossava la maglia rossoblù proprio quando El Shaarawy militava nelle giovanili del club ligure.

E chissà che lo stesso Milito, concedendoci una intrigante fantasticheria, non possa essere stato uno degli idoli dell'attaccante rossonero.

Nessun vero interista potrà mai dimenticare la prima stracittadina di Milito all'Inter: 1 goal e 2 assist che lanciarono la squadra di Mourinho a quella che alla fine si rivelò una stagione trionfale e senza precedenti, sia per la squadra di Moratti che per l'attaccante numero ventidue.

Milito è esattamente il giocatore da cui l'Inter non può e non vuole prescindere, in quanto nell'economia di gioco di Stramaccioni sono fondamentali i suoi movimenti e le sue giocate.

Anche se quest'anno a dire il vero non si è ancora visto il 'killer d'area di rigore' che tutti ricordiamo: emblematici in tal senso gli errori contro la Fiorentina, contro la quale Milito ha veramente sprecato tante palle gol: nonostante questo, però, senza di lui non sarebbe possibile orchestrare con efficacia la manovra offensiva nerazzurra.

L'argentino è entrato nel cuore dei tifosi interisti grazie a 54 goal in 96 apparizioni, numeri che la dicono lunga su che tipo di giocatore sia 'El Principe': un fuoriclasse d'area che non fa della velocità il suo punto forte, ma che ha tecnica e classe da vendere in abbondanza. E con "Strama" ha già dimostrato di poter decidere un derby a suon di goal.

Domani sera assisteremo, quindi, a una sfida tra due giocatori molto diversi ma dal destino simile. Un destino che soltanto uno dei due potrà portare a compimento, a suon di gol firmati con inchiostro indelebile nella storia del derby meneghino.

L'appello è uno solo, indipendentemente da come andrà a finire la partita: fateci divertire, il calcio e tutti i tifosi italiani ne hanno davvero bisogno.

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