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Gli azzurri rimediano una sconfitta pesante contro il PSV, che fa male ma non sorprende più di tanto: l'Europa League non è mai stata in cima ai pensieri del club.

Presuntuoso. Oppure colpevolmente consapevole. Dipende se si guarda agli intenti - il progetto aziendale di affidare la Coppa alle riserve - piuttosto che alla concreta fattibilità degli stessi, tenuto conto del materiale tecnico a disposizione. Il Napoli-2 inventato da Mazzarri tira fuori tutti i propri limiti della scelta di affrontare il Psv - manco l'ultima della classe - con una formazione sperimentale e messa male in campo, con dieci volti nuovi provati insieme solo in occasione della gara con l'Aik. Che infatti fu poco più di un allenamento.

Gli azzurri sono stati surclassati da Van Bommel e compagni sia sul piano del gioco che nel confronto fisico, un disastro condito da orrori difensivi ed incapacità propositiva. Nella pagellina di metà settimana fioccano dunque pesanti insufficienze su tutta la linea e conseguenti - ed inevitabili -  riflessioni sull'opportunità di esporre la squadra (ed il marchio) a figuracce transnazionali.

C'è da chiedersi a questo punto se il club, in fase di allestimento dell'organico, ha davvero pensato con convinzione di poter affrontare la competizione affidandosi alla brutta copia dei titolari.

LA PARTITA | PSV-NAPOLI 3-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

PSV
24
12
64%
8
2
3

NAPOLI
6
1
36%
3
8
2

Ma il rischio di clamorosi flop è stato già ampiamente calcolato, eliminazione ai gironi compresa. La società sulla base del relativo ritorno economico ha approcciato all'Europa League con la lucida consapevolezza che il gioco non ne valesse la candela.

Trascorrere il giovedì in quel di Castelvortuno a preparare le gare di campionato piuttosto che andare in giro per il Vecchio Continente è evidentemente un auspicio più che un timore.

Ed è proprio nelle pieghe del campionato e nella priorità per lo stesso che si riesce a scorgere la parte del bicchiere mezzo pieno: preservare la condizione fisica dei titolari servirà, mai come in questo frangente, per i prossimi due, importantissimi, turni.

La gara con l'Udinese nel posticipo di domenica ha infatti una doppia valenza: dimostrare che il Napoli è quello del primo posto in classifica e prendere i tre punti che serviranno per presentarsi, tra due settimane, allo Juventus Stadium con le migliori credenziali.

Lo scontro diretto sarà determinante per capire le velleità scudetto dei partenopei e quanto invece la squadra di Conte potrà essere eventualmente distratta dagli impegni Champions.

La sensazione è che i bianconeri, consapevoli di essere ancora inferiori alle 3-4 big d'Europa, venderanno cara la pelle nella corsa al titolo. Per Cavani e compagni la sfida più importante dell'anno è dunque già iniziata.

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