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Gli azzurri hanno sbagliato strategia: eccessivo schierare 10 riserve in un match impegnativo come quello di Eindhoven. I friulani, invece, si sono rilanciati alla grande...

No, Mazzarri, così non va. La responsabilità della pessima figura rimediata ieri sera ad Eindhoven dal Napoli va ascritta in buona parte all'allenatore. Così come è giusto sottolinearne i meriti nell'ottimo inizio di campionato della squadra, allo stesso modo bisogna condannarne la scellerata politica scelta per l'Europa League.

Turnover integrale, 'why'? Sul campo, poi, di una delle più forti squadre d'Olanda, munita di tanti giocatori di qualità, alcuni dei quali accostati alle italiane (Strootman, per esempio, e che bravo quel Narsingh). La nottataccia olandese ha fatto venire a galla un'amara quanto sacrosanta verità, e cioè che il metodo scelto da Mazzarri – i 'titolarissimi' in campionato, le riserve in Europa – proprio non funziona. Può andar bene, al limite, contro un modesto sparring-partner come l'AIK Solna, non certo sul terreno della terza forza dell'Eredivisie, reduce da un sonante successo per 6-0.

Proprio non si capisce perchè, al 4 di ottobre, i famosi titolari debbano essere già stanchi, e dunque meritevoli di riposo. Il turnover ha un senso per far riposare gente spompata, per mettere in vetrina qualcuno bisognoso di emergere. Ne puoi cambiare tre, quattro, di titolari, non tutti assieme. Ieri ce n'era uno solo in campo, il capitano Paolo Cannavaro, ma solo in quanto squalificato in campionato.

Campionato che ora, ironia della sorte, proporrà domenica sera un faccia a faccia tra una squadra 'scottata' dall'Europa League come il Napoli ed un'altra, invece, prepotentemente rilanciata dalla stessa, come l'Udinese. La formazione di Guidolin si è concessa il lusso di una storica affermazione ad Anfield, andando a vincere sul campo di una nobile del calcio europeo – benchè decaduta, basti vedere il negativo avvio in Premier – come il Liverpool. Perchè è anche questo il senso di una competizione ingiustamente snobbata come l'Europa League.

Per alcuni è solo un torneone parrocchiale, ed effettivamente la formula 'elefantiaca' – ma soprattutto gli scarsi introiti, diciamoci la verità – non ne favoriscono l'appetibilità. Ma è pur sempre una coppa europea, diamine, che serve all'immagine, delle società e in generale del nostro calcio, e in modo particolare al ranking. Perchè è lì che si gioca la sfida.

TURNOVER NAPOLI E UDINESE - COSI' IN EUROPA LEAGUE
IL NAPOLI CONTRO IL PSV

Rosati

Cannavaro - Fernandez - Aronica

Mesto - Donadel - Dzemaili - Dossena

El Kaddouri

Vargas - Insigne
L'UDINESE CONTRO IL LIVERPOOL

Brkic

Benatia - Danilo - Domizzi

Faraoni - Badu - Pinzi - Pasquale

Pereyra - Armero

Di Natale

L'aver fatto così male negli ultimi anni nella vecchia Coppa Uefa ci è costata la famosa quarta squadra in Champions, e questo, vedendo il brillante cammino di molti club di altri Paesi, è stato davvero un peccato mortale.

Quest'anno, comunque, sembra essersi registrata una leggera inversione di tendenza: dopo due giornate, Udinese, Inter e Lazio hanno 4 punti nei loro gironi, 3 il Napoli, che ora avrà modo di riflettere sul durissimo ko di ieri. I friulani potrebbero pagare il loro sforzo domenica sera, avendo presentato nel Merseyside – com'era giusto che fosse – la miglior formazione. E gli azzurri, dunque, potrebbero approfittarne, sempre che si presentino in campo con la faccia feroce, da squadra che ambisce a vincere tutto. Perchè forse il bravo Mazzarri continua a trascurare un particolare.

Una grande squadra non sceglie gli obiettivi”, disse qualche tempo fa il suo conterraneo Lippi. Solo così – era il ragionamento dell'ex ct azzurro – si arriva a vincere qualcosa. Già lo scorso anno il suo epigono livornese sbagliò strategia, puntando tutto sulla Champions e trascurando il campionato. Alla fine i partenopei, pur stupendo tutti con le loro fiammeggianti prestazioni, salutarono agli ottavi, contro i futuri campioni d'Europa, e pagarono dazio sul palcoscenico nazionale, lasciando l'ambito terzo posto proprio all'Udinese (poi punita dal Braga in estate, peraltro). Corsi e ricorsi storici, dunque, per una sfida, quella di Fuorigrotta, che si annuncia carica di significati.

Gli uomini di Guidolin, almeno sulla carta, non sembrano competitivi come in passato, ma guai a sottovalutarli. Le 'zebrette' hanno sempre viaggiato controvento, divertendosi a smentire i pronostici. Potrebbe andare così anche stavolta, chissà. Il Napoli, invece, punta esclusivamente, o quasi, sul tricolore ed in tanti l'accreditano come principale anti-Juve, come confermato attualmente dalla classifica.

Quest'anno, insomma, al San Paolo si recita un copione opposto rispetto a quello della passata stagione, altrettanto discutibile, a nostro avviso. Ma De Laurentiis non era quello che sognava un club sempre più 'europeo'? La debacle olandese faccia riflettere anche lui.

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