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I nerazzurri arrivano all'appuntamento con il Milan nel miglior modo possibile, con una vittoria convincente che regala a Stramaccioni indicazioni positive.

Fame di vittoria, voglia di affermarsi, consapevolezza dei propri mezzi e tanto, tanto talento a disposizione. L'Inter che si presenterà domenica sera al derby contro il Milan porterà con sé queste  quattro certezze, emerse in maniera evidente anche ieri sera nel 3-1 esterno al Neftçi Baku, successo che porta i nerazzurri a quattro punti alla pari del Rubin Kazan col quale condivide la vetta del gruppo H di Europa League.

Infatti, poco importa che l'avversario si sia dimostrato di livello modesto per gli uomini di Stramaccioni, come del resto era lecito aspettarsi. L'Inter doveva pensare a vincere, preferibilmente giocando un bel calcio, cercando allo stesso tempo di preservare la maggior quantità di energia possibile in vista della supersfida di domenica. Tutti e tre gli obiettivi sono stati raggiunti brillantemente, a conferma che la squadra potrà proiettarsi verso il prossimo, attesissimo impegno con la tranquillità mentale migliore possibile.

Il prevedibile turn-over di Strama non ha fatto sentire l'assenza di gente del calibro di Milito e Cassano, due che già si intendono a meraviglia come se giocassero insieme da sempre. Rispetto all'ultima gara con la Fiorentina, solamente Handanovic, Juan Jesus, Cambiasso e Ranocchia sono stati confermati nell'undici di partenza, a gran parte dei titolari la scomoda trasferta in Azerbaijan è stata risparmiata.

E sono stati proprio i quattro sopracitati che sono andati a comporre il reparto difensivo, un muro insormontabile lontano da San Siro che ha perso la sua imbattibilità solamente oggi, in virtù del gol di Canales al 53', dopo ben cinque partite consecutive, in uno dei rari momenti d'affanno dei nerazzurri nella gara contro gli azeri. L'Inter infatti ha dominato l'incontro dall'inizio alla fine, guidata dall'estro e dalla voglia di giovani e altri componenti della rosa desiderosi di confermarsi e di ritagliarsi uno spazio sempre più importante nelle gerarchie di Strama.

LE NOTE POSITIVE A BAKU
 
GUARIN
E' fondamentale per questa squadra, il collante perfetto tra centrocampo ed attacco. dopo i numerosi errori nelle scorse partite riesce ad entrare in tutti 3 i goal neroazzurri. E' prezioso in fase difensiva riuscendo a recuperare molti palloni.
COUTINHO
Il migliore della partita. Grandissima prestazione del giovane brasiliano: anche lui, come Guarin, entra nelle azioni di tutti i goal. Segna un golazo con il tacco e fa divertire gli spettatori.
LIVAJA
Si parla tanto del vice-Milito, lui ha risposto presente. Non avrà sicuramente l'esperienza del Principe, ma riesce a segnare anche questa volta. Ascolta Stramaccioni ed i suoi movimenti sono utilissimi per la squadra.
   
Chi è riuscito sicuramente in quest'intento è stato Coutinho. Il brasiliano ha giocato settantacinque minuti di pure classe ed energia, volenteroso di guadagnarsi una maglia da titolare nel derby, visto l'infortunio di Sneijder. La partita del brasiliano è stata piena di spunti e colpi da campione: prima ha aperto le danze dell'incontro con un delizioso colpo di tacco, poi ha seminato il panico nella metà campo del Neftçi con sgroppate, accelerazioni e giocate funamboliche.

Certamente la lentezza e l'impotenza degli avversari nei suoi confronti hanno inciso facilitandogli il felice esito delle sue giocate, ma è soprattutto merito suo se è riuscito ad essere sempre al centro del gioco nerazzurro: a differenza dei primi tempi all'Inter, infatti, l'ex Vasco da Gama è ora consapevole delle qualità a sua disposizione ed è anche cresciuto anche in carattere e coraggio, oltre che tatticamente: il reparto offensivo composto da lui e Livaja (39 anni in due), ha svolto allA perfezione il compito richiesto da Stramaccioni, e non solo in fase offensiva.

Ma questo difficilmente sarebbe stato possibile se non fosse arrivato supporto dal resto della squadra. Strama ha riproposto il 3-5-2, con un centrocampo tutto muscoli ed intensità, con Guarìn, Mudingayi e Obi nelle posizioni centrali, mentre Jonathan e Pereira agivano sulle corsie laterali. E proprio Guarìn è stato un altro che ha confermato ancora una volta il suo ruolo di centrocampista dinamico di prim'ordine in quest'Inter. Non solo è fenomenale a rubare palloni e a far sentire il suo fisico in mezzo al campo, ma anche senza palla sa muoversi tempisticamente cogliendo impreparate le retroguardie avversarie.

E per il Neftçi, contenere un giocatore del genere era francamente troppo. Il colombiano ha partecipato attivamente in tutte e tre le reti nerazzurre, prima con due assist per Coutinho e Obi (che festeggia al meglio il ritorno in campo, non giocava dal derby dell'anno scorso vinto 4-2) dopo due inserimenti magistrali sulla destra, poi con un filtrante maldestramente intercettato dalla difesa del Neftçi, che ha permesso a Livaja di siglare il secondo goal in due partite nella fase a gironi del torneo, non male per un diciannovenne.

Insomma, tutto quel che ha funzionato doveva funzionare, automatismi di gioco in primis. Peccato solamente per quei minuti di sbandamento ad inizio secondo tempo che hanno permesso al Neftçi di rompere l'imbattibilità esterna della porta dell'Inter, ma Stramaccioni non si strapperà di certo i capelli per questo, fortunatamente l'Inter che arriva al derby è in un'ottima condizione di forma: l'ossatura su cui fondare i meccanismi della squadra sta ormai prendendo corpo e domenica, in quella che è 'la partita', si avranno tante risposte su quelle che potranno essere le aspettative stagionali della squadra.

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