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Il pareggio di Donetsk ha dato quota al dibattito su un possibile ritorno al 4-3-3, modulo soppiantato lo scorso anno dal 3-5-2 dello Scudetto.

Il risicato pareggio ottenuto dalla Juventus contro lo Shakhtar Donetsk ha risvegliato in maniera energica i sentimenti dei nostalgici del 4-3-3 che tante gioie, lo scorso anno, ha regalato ai bianconeri, prima che Conte si convertisse al 3-5-2. E’ opinione comune che la squadra, con quest’ultimo sistema di gioco, sia sbilanciata eccessivamente in avanti soffrendo troppo, di conseguenza, l’avversario di turno.

Effettivamente, il ritorno al 4-3-3 sarebbe un’assicurazione contro il calo d’intensità che sta accusando in questa stagione, di tanto in tanto, la compagine bianconera. Spieghiamoci meglio: nel momento in cui la Juventus si è trovata di fronte squadre particolarmente votate all’attacco, con un gioco molto propositivo e parecchio vivace - vedi, ad esempio, Fiorentina, Shakhtar e Genoa per parte dell’incontro - ha sofferto oltremodo l’iniziativa della controparte.

Tutto questo a causa, soprattutto, di una condizione fisica approssimativa di alcuni uomini degli uomini chiave. Nel recente match di Champions League gli esterni Asamoah e Lichtsteiner sono andati in costante affanno di fronte alle iniziative degli avversari e, conseguentemente, la difesa ha dovuto fare i salti mortali per limitare i danni, col peraltro decisivo contributo di una fortuna benevola come poche altre volte.

Del resto, il 3-5-2 è modulo che ti consente parecchie soluzioni di attacco, che crea spesso superiorità numerica, che permette a gran parte dei calciatori presenti sul terreno di gioco di andare al tiro verso la porta avversaria. E però, per metterlo in pratica, è necessario che tutti gli uomini schierati in campo siano in una forma fisica adeguata, soprattutto in alcune, nevralgiche, zone del campo (leggasi esterni).

In caso contrario, il rischio è quelli di andare in costante inferiorità numerica, con i ringraziamenti della squadra avversaria capace di creare palle goal in sequenza. L’ultimo incontro di Champions League, in tal senso, è abbastanza emblematico. E va da se che le cose non sempre possano andare bene come contro gli ucraini.

I DUE ABITI DELLA VECCHIA SIGNORA
LA JUVE CON IL 3-5-2

Buffon

Barzagli - Bonucci - Chiellini

Isla - Marchisio - Pirlo - Vidal - Asamoah

Vucinic - Matri
LA JUVE CON IL 4-3-3

Buffon

Lichtsteiner - Barzagli - Bonucci - Chiellini

Marchisio - Pirlo - Vidal

Pepe - Vucinic - Giovinco
 
Dove sta quindi l’ipotetica soluzione? Probabilmente nel mezzo. Sembra difatti opportuno che la Juventus, in base al contesto che la partita presenta, in base agli avversari, in base allo stato di forma, sappia adattarsi e cambiare pelle, magari a partita in corso, con tutta l’umiltà che il caso richiede.

Insomma, non sarebbe certo peccato mortale vedere la Juventus, ad esempio, cominciare col 3-5-2 salvo passare, successivamente, ad un più “tranquillizzante” 4-3-3. Modulo che, sia chiaro, pur non essendo potenzialmente “devastante” come il 3-5-2, consentirebbe un certo tipo di gioco anche in chiave offensiva.

Un discorso del genere, tra l’altro, risulta agevolato dalla presenza in rosa di numerosi elementi versatili, che potrebbero consentire un simile trasformismo senza necessariamente stravolgere la formazione. Sia chiaro che, in questo tipo di “operazione”, sarà fondamentale il recupero di un calciatore come Simone Pepe, il cui peso specifico nel 4-3-3 dello scorso anno fu di impatto davvero notevole.


Affinchè il 4-3-3 si riveli
efficace sarà decisivo il
ritorno di Simone Pepe
Gli elementi da mandare in campo, qualunque schema si adotti, sono pressoché identici. I cambiamenti sono pochi, anche se parecchio incisivi. Nel 3-5-2, allo stato attuale delle cose, non vediamo Lichtsteiner, troppo stanco e bisognoso di riposo. Preferibile sarebbe puntare su un Caceres che, pur non essendo ancora quello dei tempi migliori, garantirebbe maggiore equilibrio a tutta la squadra.

Nel 4-3-3, invece, dentro di nuovo lo svizzero ed anche Pepe, quest’ultimo a discapito di Asamoah. I nostri, ovviamente, sono dei semplici esempi, dal momento che la Juventus ha una rosa talmente vasta da avere a disposizione molteplici possibilità di formazione.

Ad ogni modo, tornando al discorso iniziale, meglio il 3-5-2 o il 4-3-3? Una risposta netta e definitiva non esiste. Piuttosto, bisognerebbe scegliere modulo e uomini in base all’avversario che ci si trova di fronte piuttosto che ancorarsi sempre e comunque ad un’unica soluzione tattica. Del resto, Antonio Conte ha già dimostrato di essere camaleontico al punto g iusto, per il bene della sua Juve.

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