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Sabato scorso i bianconeri, al di là dei demeriti della Roma, hanno sfoderato una prestazione semplicemente perfetta. Giocando con quest'intensità, nulla è proibito...

Dopo una gara come quella contro la Roma, si fatica sempre a capire dove finiscano i meriti di chi vince e dove inizino i demeriti di chi non scende neanche in campo. Impossibile che a tre giorni di distanza da una prestazione impalpabile a Firenze, gli uomini di Conte abbiano ritrovato l’impeto, la determinazione e pure le gambe. Detto tutto questo, la Juventus vista sabato è stata una goduria: sicuramente lo è stata per tutti i tifosi juventini, ma probabilmente anche per quelli neutrali che amano il bel calcio.

Lo avevamo già sottolineato in passato, ma vale la pena ripeterlo: quando la squadra di Conte gioca a quei ritmi, è praticamente incontenibile. Contro il Chievo aveva torturato lentamente l’avversario, che aveva speso tantissimo nel primo tempo per contenere e poi era crollato nella ripresa, quando – in maniera costante – la pressione continuava ad aumentare. Con la Roma, viceversa, l’approccio è stato diretto: assalto fin dall’avvio e giallorossi spazzati via dallo tsunami bianconero.

Proprio alla vigilia di questa gara, poi, avevamo fatto un’analisi accurata del caso Pirlo, sancendo come la marcatura ad uomo riservatagli in questo inizio di stagione, fosse tra le concause (forse la principale) del momento buio del regista: Zeman ci ha dato la risposta suicidandosi. Questa Juve ha tutto per dominare: consapevolezza, automatismi, alternative, guida d’altissimo livello. Manca forse un pizzico di qualità davanti, ma Conte cerca di ovviare con l’intensità. E' questa la chiave di questa squadra ed è soprattutto per questo che c’è di che essere ottimisti per il futuro. Anche per quello europeo.


La Juve ha i ritmi giusti per far bene anche in Champions League

Senza andare oltre con azzardate previsioni, ne facciamo solo un discorso tecnico. Nel recente passato in Europa, le squadre italiane hanno sofferto tutte di un peccato originale: l’incapacità di sopportare i ritmi avversari. In altri campionati le partite sono decisamente più intense, con continui ribaltamenti di fronte, senza pause per sceneggiate o finti gesti di fair play. Questa Juve è in grado di sopportarli, come anche la gara di Londra ha dimostrato.

Un’altra squadra che, almeno a tratti, riesce a dare alle sue prestazioni la stessa intensità, è il Napoli di Mazzarri. Già, proprio la compagine che contende lo scettro ai bianconeri in chiave nazionale e quella che l’anno scorso aveva lasciato la migliore impronta in Champions. Un caso? Difficile. E’ chiaro che non è tutto nella corsa, dietro c’è tanta organizzazione, ci sono schemi e qualità, ma davanti a tutto c’è un ritmo indiavolato che sfinisce l’avversario.

Quello che, in passato, ha spazzato via le nostre in Europa. Adesso, almeno, la Juve parte alla pari. E se dovessero anche commettere l’errore di sottovalutarla, allora chissà che i bianconeri non possano veramente assurgere al ruolo di sorpresa della Champions. D’altronde chi avrebbe scommesso un euro sul Chelsea l’anno scorso?

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