thumbnail Ciao,

Il 4-2 voluto da Galliani può dare risultati con una squadra equilibrata, ma il rientro dei due brasiliani e dell'ex viola rende necessaria l'adozione di un nuovo schema.

C’è ancora confusione in questo Milan dal profilo basso. E’ vero che in qualche modo l’ambiente sembra più sereno e anche più sciolto nell’affrontare le partite, ma ci sono ancora dei punti oscuri sui quali Allegri non riesce a fare chiarezza.

4-2-SENZA PATO E ROBINHO
Abbiati
Abate - Bonera - Mexes - Antonini
De Jong - Ambrosini
Nocerino - Boateng - El Shaarawy
Pazzini
Ovviamente ci riferiamo a un discorso prettamente tattico. Il tecnico toscano sta facendo ancora troppa confusione nel tentativo di gestire le idee che arrivano dall’alto e le necessità di una squadra visibilmente in difficoltà.

Il 4-2-fantasia professato da Adriano Galliani, più per una sorta di amarcord nei confronti dell’amico Leonardo, è stato in qualche modo messo in campo contro il Parma.

Ma questo è stato possibile solo inserendo Nocerino come uno dei tre alle spalle della punta, quindi non un attaccante a tutti gli effetti. L’errore però c’è stato.

Ormai è risaputo che Devis Mangia, tecnico dell’Under 21, ha trovato il ruolo migliore per El Shaarawy, quello in cui il ragazzo riesce a esprimersi meglio.

Mangia in Nazionale lo ha sempre schierato largo a sinistra e lui ha sempre risposto con prestazioni importanti. Se ci si fa caso, anche nel Milan le migliori gare l’italo-egiziano le ha giocate da esterno sulla catena mancina.

Ormai, dunque, non dovrebbe più essere un segreto per nessuno. Ma allora perché a Parma, davanti a De Jong e Ambrosini, Allegri ha schierato Nocerino a sinistra, Boateng centrale ed El Shaarawy a destra? E’ decisamente più sacrificabile Nocerino fuori ruolo che non il 92 rossonero.

E, infatti, qualche minuto dopo i due si sono invertiti le fasce e il Milan ha iniziato a girare. Aldilà, però, del ruolo in campo del 20enne rossonero, adesso Allegri dovrà vedersela con altre problematiche importanti. Due dei tre giocatori con il più alto livello di qualità sono tornati disponibili, ma la questione da porsi ora è questa. Montolivo, Robinho e Pato saranno in grado di far fare la differenza a questo Milan operaio.

4-2-CON PATO E ROBINHO
Abbiati
Abate - Bonera - Mexes - Antonini
De Jong - Montolivo
El Shaarawy - Boateng - Robinho
Pato
Senza di loro la squadra sta trovando un equilibrio tra sacrificio e quantità che sembra tutto sommato soddisfacente. El Shaarawy viene a fare il terzino in fase di non possesso, così come Boateng che rientra in mediana per dare una mano.

Ma Robinho e Pato sono pronti a questi sacrifici? Il Papero, a differenza di Pazzini, è un giocatore che predilige la profondità e la rapidità di esecuzione, non sarà mai un centravanti in grado di tenere su la squadra.

Questo potrebbe creare qualche scompenso a chi poi dovrà tornare a recuperare palloni, facendo stancare una squadra che comunque quest’anno viene attaccata con una certa frequenza.

Per mantenere fresca la difesa, bisogna fare in modo che l’attacco produca molto possesso. Bojan, El Shaarawy e Boateng a Parma hanno provato a farlo. Robinho quando è entrato in campo, invece, non è riuscito a calarsi al meglio nella parte e non è riuscito a proteggere le ripartenze altrui.

Lo stesso vale per Montolivo che avrà sì più qualità di Ambrosini, ma davanti alla difesa non può dare lo stesso contributo del capitano rossonero. A questo punto, Allegri si trova davanti a una situazione migliore rispetto alle prime giornate, ma deve evitare di dare retta ai troppi pareri.

Con un 4-2-fantasia composto da El Shaarawy-Boateng-Nocerino alle spalle di Pazzini può essere considerata una buona soluzione, perché tutti e tre i 'trequartisti' sono giocatori in grado di infoltire la mediana in fase di non possesso e Pazzini sa tenere su la squadra nelle ripartenze per far respirare la difesa.

Se, invece, al loro posto ci dovessero essere El Sharaawy-Boateng-Robinho alle spalle di Pato, la questione potrebbe complicarsi parecchio. Di sicuro aumenterebbe al forze offensiva, soprattutto a livello tecnico, ma in fase difensiva potrebbero crearsi difficoltà difficili da colmare con solo due dei quattro interpreti in grado di retrocedere la loro manovra.

Qualcuno, inoltre, ricorderà che il 4-2-fantasia di Leonardo era composto da Ronaldinho largo a sinistra, Seedorf centrale, Pato a destra e Huntelaar, Borriello o Inzaghi come prima punta. Questo sistema di gioco ha portato sì alla straordinaria vittoria in Champions League al Bernabeu contro il Real Madrid, ma anche ai successivi tre pareggi consecutivi prima contro il Real a San Siro e poi contro Marsiglia e Zurigo.

Sullo stesso argomento