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In giallorosso poco da inventare, c'era bisogno di razionalità. Quella che avrebbe potuto portare Vincenzo Montella, scartato due volte...

"Con Zeman ci si diverte, ma non si vince". Il ritornello che spesso ha accompagnato la carriera dell'allenatore boemo, torna prepotentemente d'attualità dopo le 4 sberle rimediate dalla Roma allo 'Juventus Stadium'. Le parole di uno rassegnato De Rossi che, al termine della gara, ridimensionava le ambizioni della squadra giallorossa, somigliavano parecchio alla sigla di conclusione di un film, senza lieto fine. Titoli di coda, insomma.

1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte: la media di 1 punto a partita, un ruolino da retrocessione quello ottenuto fin qui dalla Roma se si esclude la vittoria a tavolino sul Cagliari. Dire che Zeman sia partito con il piede storto, insomma, è dire poco. Si torna così inevitabilmente a discutere sull'opportunità di puntare su un allenatore come il boemo, il cui calcio garantisce spettacolo ma lascia parecchi punti interrogativi sui risultati.

La figuraccia rimediata contro i rivali della Juventus ha fatto crollare l'indice del gradimento del boemo tra i tifosi della 'Magica', che tornano a vedere gli spettri della gestione Luis Enrique.

I NUMERI DELLA
ROMA DI ZEMAN
1 Un solo successo sul campo
2 I punti in casa, su 9 disponibili
9 Le reti realizzate
11 Le reti incassate
19 I minuti di gioco al 3-0 Juve
1.00 La media punti effettiva
Luis Enrique e Zeman qualcosa in comune la hanno già: entrambi, infatti, sono stati preferiti a Vincenzo Montella. Lo spagnolo, lo scorso anno, fu ingaggiato ad inizio stagione dopo che, nonostante il brillante finale di stagione, la società aveva dato il benservito all'Aeroplanino, 'atterrato' a Catania.

Dopo la straordinaria stagione vissuta ai piedi dell'Etna, Vincenzo Montella aveva già salutato tutti e fatto le valigie: c'era Roma ad attenderlo, la sua Roma. Dove sarebbe tornato da protagonista.

Ed invece, all'improvviso, il colpo di scena. La Roma sceglie Zeman, Montella ha ormai rotto con il Catania e si accorda con la Fiorentina. Ancora una volta, la 'sua' Roma gli ha preferito qualcun altro. Ed ancora una volta, l'Aeroplanino fa felici i tifosi di una piazza diversa da quella giallorossa.

Zeman, si sa, è un mago nel valorizzare i calciatori giovani e senza esperienza, ma perché affidare a lui una squadra rafforzata da un'ottima campagna acquisti?

La Roma, quanto ad organico, non ha nulla da invidiare a nessuno se non, forse, proprio alla Juve. Il tempo per 'inventare' il calcio, pare sia finito.

E la Roma, quest'anno, non avrebbe avuto bisogno di un 'mago' ma di un bravo allenatore che, con un costante lavoro e senza scelte cervellotiche, avrebbe potuto far rivivere ai tifosi della 'Magica' le emozioni di quell'ormai lontana stagione 2000-2001, conclusa col trionfo Tricolore.

Un sogno al quale, ormai, non crede già più nessuno. Dopo appena sei giornate. Zemanlandia sembra ormai un Paese fuori moda...

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